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Pensioni donne, precoci, uomini riforma Governo Renzi: novità voglia di cambiare solo apparenza. Ora scontri interni in partiti

Mondo politico e sociale spaccato sulle novità e le necessità di intervento sulla riforma pensioni: quali le migliori soluzioni di cambiamento?




C’è chi rilancia, esponenti del Pd in primis, sulla possibilità di nuovi interventi per modificare la riforma pensioni, chi presenta ancora novità alla Legge di stabilità che si avvia a ricevere il voto in Senato questa settimana, chi, invece, sia tra forze politiche, con Sel e Italia dei Lavori in prima fila, sia tra i sindacati, in testa la Cgil della Camusso, sostiene il referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero proposto dalla Lega. E ci sono anche autorevoli esponenti politici, da ministro Poletti a ministro Boschi che annunciano interventi alle pensioni per il prossimo anno, mentre il ministri dell’Economia Padoan continua a dirsi contrario ad ogni cambiamento in questo momento di crisi per l’Italia dove, a suo parere, abbassare l’età pensionabile non sarebbe ancora una decisione ottimale.

Ed ecco che quel mondo politico e sociale che appariva tanto unito nel chiedere modifiche all’attuale sistema pensionistico, in modo da renderlo più flessibile e sostenibile, si stia in realtà spaccando. I segnali sono stati tanti e dei più divergenti e a dividere sono soprattutto i criteri per affrontare un’emergenza, quale si sta profilando quella pensionistica, che ha dichiaratamente bisogno di interventi. Tutto sta a capire quali siano quelli migliori a sostegno di lavoratori e pensionati ma che non vadano a discapito dello Stato richiedendo, per esempio, ulteriori risorse.

Ed è per questo che c’è chi sceglie la via più facile, quella cioè del referendum della Lega che chiede di cancellare completamente la riforma pensioni Fornero per tornare alle vecchie norme pensionistiche. Si tratterebbe, secondo la Lega, non solo di tornare a rendere più i morbidi i requisiti oggi imposti, ma anche di chiudere definitivamente e in poco tempo anche i due casi per antonomasia diventati emergenze sociali, vale a dire il caso esodati e quello dei quota 96 della scuola. Tutto tornerebbe come prima, se il sì al referendum vincesse, e per queste categorie di lavoratori tornerebbero subito in vigore le specificità che le tutelavano prima dell’entrata in vigore della legge Forenro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il