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Tasi, Imu 2014: oggi scadenza seconda rata e saldo. Casi particolari detrazioni e deduzioni, come non pagare o risparmiare

Domani termine di scadenza dei pagamento dei saldi di Imu e Tasi 2014: possibilità per pagare meno e chi non paga per niente




Domani termine di scadenza dei pagamento dei saldi di Imu e Tasi 2014 ma ci sono casi particolari. E chi non paga per niente le imposte sulla casa? Mentre l’Imu deve essere versata esclusivamente da tutti i proprietari di ogni immobile, ad esclusione delle prime case e relative pertinente, la Tasi, nuova tassa 2014 sui servizi indivisibili comunali, viene pagata, anche per il saldo non solo da proprietari ma anche dagli inquilini, cui spetta il versamento solo di una quota dell’importo finale compresa tra il 10 e il 30% della somma, e vale su tutti gli immobili, prime case comprese.

Se qualcuno volesse verificare che il pagamento da effettuare domani sia corretto può sempre ricorrere a calcolatori online che semplicemente e in maniera rapida da casa propria permettono, attraverso l’inserimento di pochissimi dati, di calcare di nuovo le tasse. Nel caso dell’Imu, bisognerà rifare proprio il calcolo per il pagamento in quei Comuni che hanno modificato le aliquote di pagamento 2014.

Il conto delle imposte sugli immobili sarà decisamente salato, se si aggiunge che a queste scadenze fiscali per questo mese di dicembre ne sono in calendario tante altre, ed ecco il motivo per cui alcuni ricorrono ad escamotage per pagare meno. Innanzitutto ricordiamo che se la somma sia di Imu che di Tasi risulta inferiore a 12 euro non si dovrà pagare nulla; poi, è bene consultare le delibere dei propri Comuni, che si possono trovare sul sito del Mef, perché ogni Comune, in autonomia, può aver deciso esenzioni e detrazioni da applicare agli immobili per cui si paga che farebbero risultare il conto da pagare meno pesante.

Per pagare meno c’è anche chi si finge separato: cresce infatti il numero delle finte separazioni che dà di diritto ai coniugi la possibilità di non pagare l’ùimu e versare solo nel Tasi visto che le rispettive abitazioni risulterebbero abitazioni principali per entrambe e quindi esenti dall’Imu e che godono di detrazioni per la Tasi. Ma c’è anche chi sceglie di accatastare edifici diroccati come unità ‘collabenti’, senza una rendita catastale e per cui non si pagano le tasse.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il