BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: modifiche fatte o quasi no penalizzazioni uscita anticipata 2015 e valore assegno

Tetto alle pensioni d’oro ma non solo: la novità sulla riforma pensioni colpirà anche i comuni pensionati. Quali le conseguenze sugli assegni finali?




Tra le novità sulla riforma pensioni finora approvate, alcune attese con il voto in Senato della nuova Legge di stabilità, lo stop alle pensioni d’oro per gli alti funzionari dello Stato, norma secondo cui la pensione calcolata con sistema contributivo non può, come riporta il testo, ‘eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell'entrata in vigore del Dl 201/2011 computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa’.

La norma vale per chi nel 2011 calcolava la propria pensione con sistema retributivo, lavoratori che cioè avevano maturato almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e che vanno in pensione con la massima anzianità contributiva di 40 anni di contributi e entro il 2011; e salvaguardati o altre categorie particolari di lavoratori andati in pensione con le vecchie regole pensionistiche anche dopo il 2011 ma la cui contribuzione per accedere alla pensione si ferma comunque a 42 anni e mezzo per gli uomini e a 41 anni e mezzo le donne), e per cui gli anni di lavoro in più non serviranno per avere un trattamento pensionistico più alto.

La norma è anche retroattiva, il che significa che colpirà anche i lavoratori sono andati in pensione nel corso del 2013 e del 2014 che si vedranno decurtati gli assegni a partire dal primo gennaio 2015. Certo, i più colpiti saranno gli medici, magistrati, docenti universitari, avvocati dello stato che possono restare in servizio fino a 70 anni ma la cui pensione finale non potrà superare comunque l'80% dell'ultima retribuzione.

Ma saranno colpiti dalla norma anche i pensionati che non guadagnano le cosiddette pensioni d'oro ma che hanno perfezionato 40 anni di contributi nel 2011 pensando di poter ottenere di più una volta in pensione. Godranno invece di assegni pensionistici più consistenti, perchè privi di penalizzazione fino al 2017, i lavoratori precoci per cui vale la norma della cancellazione dei disincentivi oggi previsti dalla riforma pensioni Fornero se si va in pensione prima dei 62 anni di età.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il