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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Treu, Poletti, Renzi e indicazioni ufficiali su modifiche ora e nei mesi prossimi

Saranno rimandati molto probabilmente al prossimo anno nuovi interventi del governo Renzi sulle pensioni: tutti d’accordo su uscite anticipate ma non solo




Novità alla riforma pensioni Fornero che rendano il sistema previdenziale attuale più flessibile per tutti: questo l'obiettivo che sembra accomunare diverse forze politiche e sociali, obiettivo ben lontano da quello che, invece, si propone la Lega con il referendum abrogativo lanciato che mira a cancellare completamente la legge pensionistica Fornero, chiudendo, tra l'altro, una volta per tutte e in tempi brevi anche le questioni esodati e quota 96 della scuola, tornando alle vecchie norme previdenziali.

Ma cancellare del tutto la legge Fornero, come confermano le ultime notizie, significherebbe cancellare anche quegli 80 miliardi di euro che essa è capace di garantire fino al 2021 e a cui il governo non può rinunciare, viste le forti difficoltà economiche. Questo il motivo per cui il ministro Poletti ha fatto sapere che le pensioni torneranno all'attenzione del governo il prossimo anno.

Qualche mese fa aveva già detto: “Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi  è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese,  abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”.

“Sono convinto sia necessaria qualche forma di flessibilità in uscita verso la pensione. La legge Fornero si può migliorare. L'Inps farà proposte per l'introduzione di qualche forma di flessibilità rispetto alla legge Fornero. Questo dovrebbe essere uno degli impegni dell’anno prossimo”. E ha precisato: “In Parlamento ci sono diverse proposte. Il governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

A queste posizioni si affianca quella del premier Matteo Renzi che già prima dell’estate annunciato interventi per le pensioni, in realtà mai definiti e messi in pratica, a partire dall’aumento di 80 euro anche per i pensionati che avrebbe dovuto essere approvato per coloro che percepiscono assegni mensili minimi già nella nuova Legge di Stabilità. Ma evidentemente non è una misura contenuta nella nuova Manovra, così come non sono state discusse novità su baby pensioni e pensioni integrative, di reversibilità e di invalidità di cui Renzi aveva parlato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il