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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: INPS quattro proposte e modifiche indicate chiaramente

La riforma pensioni Renzi è bloccata dall'assenza di coperture economiche. Eppure non mancano le soluzioni per modificare a costo zero l'attuale sistema previdenziale.




All'orizzonte della riforma pensioni c'è la cosiddetta opzione donna. Si tratta della possibilità, limitata alle sole lavoratrici, di andare in pensione anticipatamente optando per il sistema contributivo. Come riferiscono le ultime notizie, l'Inps ha interpellato il Ministero del Lavoro per capire se la data del 31 dicembre 2015 va intesa come termine per la maturazione dei requisiti o per la decorrenza della pensione. Solo dopo la pronuncia sarà chiaro se la proroga per il 2015 sarà una delle novità del regime previdenziale. Ma non si tratta dell'unica proposta sul tavolo dei ragionamenti.

In parallelo c'è anche l'estensione della misura agli uomini. Il vantaggio per lo Stato sarebbe di tipo economico: il sistema contributivo è meno costoso rispetto a quello retributivo. Al lavoratore si aprirebbero le porte dell'uscita anticipata. Non solo, ma potrebbe essere dato il via a una stagione di moderato ricambio generazionale. Un'altra soluzione per modificare le attuali regole sulla previdenza italiana è l'applicazione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione. Infine, ecco il prestito previdenziale pensato per chi, avanti nell'età, si trova senza lavoro e a pochi anni dal congedo.

Tutte queste misure non troveranno spazio nella legge di stabilità, in via di approvazione al Senato. Se ne parlerà solo il prossimo anno nell'ambito di un ragionamento più complessivo che coinvolge anche le politiche sul lavoro e la situazione economica. Dati alla mano continua a scendere la produzione industriale in Italia. Secondo gli ultimi rilievi dell'Istat, a ottobre l'indice destagionalizzato è diminuito dello 0,1% rispetto a settembre. Facendo poi il confronto con lo scorso anno, il calo è addirittura del 3%. Per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, "l'Italia è ferma, ha bisogno di ripartire. Il Jobs Act da solo non basta".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il