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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: dopo l'ennesimo mancato intervento in Legge Stabilità, le alternative future

La nuova Legge di Stabilità si avvia a chiudersi con un nulla di fatto sulle pensioni: tutto rimandato all’anno prossimo e questioni aperte




Dovrebbe essere approvata in Senato tra domani, giovedì 18 dicembre, e venerdì 19, la nuova Legge di Stabilità che poi torna alla Camera per il voto finale che dovrebbe arrivare entro Natale. E si discute ancora sulle novità eventuali da attuare sulla riforma pensioni. Le attese sono per le conferme ufficiali di abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni e per la proroga al 31 dicembre 2015 dell’opzione contributivo donna ma potrebbero esserci modifiche sulla prima norma, considerando l’emendamento che vuole circoscrivere tale possibilità solo a chi percepisce fino a meno di 3.500 euro lorde al mese. E così fra discussioni varie e incertezze, anche questa novità potrebbe essere rimandata all’anno prossimo.

Ciò significherebbe che, a parte la decisione sulla tassazione di fondi pensione e per casse previdenziali dei professionistici, anche la nuova Legge di Stabilità potrebbe contenere lì ennesimo nulla di fatto sulle pensioni, una delusione, però, annunciata, considerando che nelle scorse settimane si sono susseguiti interventi di forze politiche e non che hanno lasciato intendere come interventi sulle pensioni dovrebbero essere in programma solo dall’anno prossimo, con la possibilità, addirittura, come detto dal ministro Boschi, di rimandare anche al 2016 il tanto agognato aumento delle pensioni minime, se le condizioni economiche dell’Italia non dovessero riprendersi entro il prossimo anno.

Dopo mesi di annunci, promesse e ipotesi di cambiamento allo studio, l’anno, per le pensioni, si avvia a chiudersi con nessuna risposta ricevuta: nulla sui sistemi di uscita anticipata per tutti tanto richiesti e necessari per rendere il sistema pensionistico italiano più flessibile; nulla sulla possibilità di estensione del sistema contributivo, né tanto meno su quell’aumento di 80 euro anche per i pensionati che percepiscono pensioni minime e che il premier Renzi aveva annunciato prima dell’estate come misura della nuova Legge di Stabilità ma in cui non se ne fa neppure accenno; nulla sulle soluzioni richieste al problema, emerso nelle ultime settimane, di una rivalutazioni negativa delle pensioni che dovrebbe portare ad una svalutazione del valore delle pensioni quest’anno.

E resta aperta ancora la questione dei quota 96 della scuola, nonostante il Movimento 5 Stelle e Sel abbiano presentato nuovi emendamenti in Senato. Tutto è ancora in ballo, mancano ancora le risorse per chiudere questa partita, secondo Mef e Ragioneria di Stato. E tutto sembra essere andato, ancora una volta, come ‘auspicato’ dal ministro dell’Economia Padoan, che da sempre ha ribadito la sua contrarietà ad ogni intervento sulla riforma pensioni Fornero e che proprio ieri ha ribadito come la riforma pensioni attuale non andrà toccata nell’immediato futuro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il