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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità modifiche positive per studiosi ed esperti fattibili ora

Non solo forze politiche e sociali protagoniste del dibattito previdenziale: il parere di esperti e studiosi e consigli su possibili cambiamenti




Saranno ben poche le novità sulla riforma pensioni contenute nella nuova Legge di Stabilità e la conferma arriva dalle ultime notizie che sembrano rimandare il tutto all’anno prossimo. Ma ciò non significa che le discussioni in materia si chiuderanno. Tutt’altro. Sarà necessario approfondire alcune voci, risolvere alcuni problemi, come la rivalutazione  negativa delle pensioni, e sciogliere importanti nodi, da quota 96 della scuola ad esodati a tetto sulle pensioni d’oro. E ad occuparsi di queste materie ci sono non solo forze politiche e sociali che in questi mesi hanno animato il dibattito sulla questione previdenziale ma anche studiosi che hanno pareri precisi in merito.

Maurizio Del Conte, professore di Diritto del lavoro all’Università Bocconi di Milano, ritiene, per esempio, il sistema pensionistico italiano migliorerebbe con una “maggiore flessibilità e sgravi fiscali per il sistema integrativo. Soltanto con il sistema contributivo a regime completo le nostre pensioni diventeranno sostenibili. Gli fa eco Luca Spataro, docente di Economia politica all’Università degli Studi di Pisa, secondo cui il sistema previdenziale va rivisto soprattutto perché, allo stato attuale, penalizza i giovani.

E “Non è giusto che i giovani paghino, il patto intergenerazionale va ridiscusso. La contrapposizione tra giovani e anziani esiste solo in parte, perché i giovani sono legati da vincoli familiari o di vicinanza ad anziani. È vero però che le nuove generazioni devono fare fronte non soltanto al debito previdenziale ma anche al debito pubblico nel suo complesso. Va data dunque la possibilità ai giovani di avere un reddito d’ingresso e va detassata l’assunzione di giovani lavoratori”.

Sul tetto alle pensioni d’oro, invece, Nicola Salerno, direttore del Centro Studi Reforming, sostiene che “Per ottenere dei risparmi consistenti, l’intervento sulle pensioni deve essere il più ampio possibile. Sia nel tempo, cioè coinvolgendo le pensioni già in essere, sia sulla platea dei pensionati, non limitandosi a quelli del pubblico impiego. In un momento di crisi diventa ancora più urgente fare entrare in una politica di riequilibrio dei redditi anche una questione di equità intergenerazionale. A condizione però che questa riforma sia fatta bene”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il