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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma idee e posizioni dei futuri presidente della Repubblica dopo Napolitano

Iniziano a circolare i nomi papabili per la successione di Giorgio Napolitano e si torna a discutere di quali potrebbero essere gli interventi pensioni che sosterrebbero




Si discute orma da tempo di un possibile dopo Napolitano al Colle e iniziano a circolare i primi nomi papabili per il nuovo presidente della Repubblica. Spuntano soprattutto le ombre di Romano Prodi e Giuliano Amato. La nuova elezione potrebbe avvenire a inizio 2015, quando l’attuale presidente Giorgio Napolitano rassegnerà le dimissioni ormai certe. E ci si chiede quali potrebbero essere le novità e il futuro delle pensioni con nuovi capi di Stato e quali le loro posizioni su eventuali interventi all’attuale riforma pensioni.

Giuliano Amato, la cui nomina al Colle è fortemente sostenuta da Silvio Berlusconi, è dalla parte di interventi positivi sulle pensioni ma solo dopo una redistribuzione equa e l’introduzione di un prelievo di solidarietà. La sua idea è, dunque, quella di riequilibrio tanto che ha spiegato che “Basterebbe che il 6% dei contributi totali degli italiani andasse ai pensionati che percepiscono 400 euro al mese per portare i loro assegni a mille euro al mese”.

Per Amato, non è possibile che lo Stato assegni ad alcuni molto più di quello che serve loro e propone pertanto un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. Con lui tornerebbe, dunque, l’ipotesi, paventata dallo stesso premier Renzi, di introdurre un prelievo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro e resta però incerta l’asticella che dovrebbe segnare il tetto ‘dell’oro’ oltre il quale colpire.

Inasprimento dei requisiti d’età per accedere alla pensione di anzianità, dell'età contributiva per i lavoratori autonomi, equiparazione delle aliquote contributive dei fondi speciali di previdenza sono invece i pilastri di quella che era stata la riforma Prodi del 1997 e che, se dovesse essere confermata la nomina a capo dello Stato, non significherebbero interventi come richiesti sull’attuale riforma pensioni. Sembra infatti che l’irrigidimento dei requisiti Fornero ben si adatti a quelli che già erano stati pensati da Prodi.
 
Dalla parte della riforma pensioni Fornero anche Mario Draghi, attuale presidente della Bce, tra i candidati papabili alla presidenza della Repubblica. Sarebbe dalla parte del ministro dell’Economia Padoan contrario ad interventi sulle pensioni attuali. Draghi, secondo quanto si può evincere, che aveva già chiesto interventi sulle pensioni nel 2009, sosterebbe la riforma pensionistica attuale, magari intervenendo solo per riuscire a garantire una sicurezza pensionistica ai più giovani e per aumentare il turn over a sostegno di una maggiore occupazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il