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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità Legge Stabilità ufficiali. Misure approvate in Senato

Legge di Stabilità, approvata in Senato e votata. Cosa cambia per la riforma delle pensioni del Governo Renzi.




AGGIORNAMENTO: Misure e novità ufficiali per quanto riguarda la riforma delle pensioni del Governo Renzi tra le ultime notizie e novità più importanti della giornata, in quanto approvate ieri dal Senato e divenute in pratica ufficiali (manca solo una lettura alla Camera, ma sarà una formalità).
Per le pensioni nessun intervento reale di quelli tanti attesi come quota 100, 62 anni e 35 anni contributi, prestito, Mini Pensioni. Nessuna risposta neppure al problema del contributivo o quota 96 o ricalcolo assegno 2015 con svalutazione.
Vi è stato solo il taglio alle penalizzazioni per l'uscita anticipata e di alcuni assegni d'oro che abbiamo spiegato qui

Lavoro e pensioni al centro dell’incontro che il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha convocato per domani, venerdì 19 dicembre, insieme ai sindacati. Al centro della discussione il contratto a tutele crescenti, le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, le norme sull'estensione dell'Aspi, visto che ampliare la platea significa anche dover aumentare le risorse necessarie. Il nuovo decreto, infatti, dovrebbe prevedere l'estensione della platea ai collaboratori ed anche temporale dell'attuale indennità di mobilità (a fine 2016) prevista dalla riforma Fornero.

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha parlato dell’incontro come “un primo passo importante”; anche la Cisl ha accolto “positivamente” la convocazione, parlando di “rispetto di un impegno che il Governo aveva preso già lo scorso sette ottobre a Palazzo Chigi con il sindacato, quando aveva rassicurato le parti sociali che prima dei Decreti attuativi ci sarebbe stato un confronto di merito”. Si discuterà anche di questione previdenziale, centrale per il prossimo anno, come annunciato dal ministro Poletti ma ancora molto confusa.

Per lo più se si considera che la leader della Cgil, Susanna Camusso, è stata la prima a schierarsi dalla ‘parte’ del referendum indetto dalla Lega che chiede la cancellazione totale della riforma pensioni Fornero. Eliminarla significherebbe tornare alle vecchie norme pensionistiche e per la Camusso, considerando la situazione in cui versano le pensioni italiane oggi, sarebbe meglio, soprattutto se si considera che un ritorno al passato si tradurrebbe in una subitanea soluzione di casi esodati e quota 96 della scuola.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il