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Pensioni vecchiaia, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità nessuna o quasi dopo tante proposte, annunci. Cosa cambia

Sono due le correzioni alla legge Fornero nelle parte riguardante le pensioni che arriveranno con la legge di stabilità in via di approvazione.




La riforma pensioni non passa dalla legge di stabilità. Nonostante le tante proposte avanzate nelle scorse settimane, le novità sono ben poche. Sono due le modifiche destinate ad andare in porto con la manovra finanziaria. In entrambi i casi si tratta di correzioni alla legge Fornero. La prima prevede l'abolizione delle penalizzazioni per chi si congeda dal lavoro a 62 anni di età pur avendo raggiunto 42 anni e 1 mese di contributi nel caso degli uomini e 41 anni e 1 mese nel caso delle donne. La seconda fissa un tetto alle pensioni d'oro dal 2015.

Cos'è successo in questi ultimi giorni di discussione in sede di legge di stabilità? Per chi percepisce un reddito fino a 24.000 euro all'anno è confermato anche per il prossimo anno un bonus di 80 euro mensili, ma sono esclusi i pensionati. L'aggravio fiscale sui rendimenti dei fondi pensione passa dall'11 al 20%, ma si è ipotizzato di ridurre l'aumento e scendere al 17%. Uno dei temi più che ha suscitato più proteste è stato il taglio di 150 milioni di euro ai fondi per i Patronati, nella gran parte gestiti dai sindacati, che il governo ha inserito nella manovra. Con un emendamento presentato dal relatore Santini, la sforbiciata è stata ridotta a 35 milioni.

Resta ancora senza una soluzione la questione dei quota 96. Si tratta di quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico. Gli emendamenti che sono stati proposti in extremis in commissione Bilancio al Senato sono stati respinti per assenza di coperture economiche e non finiranno al voto dell'Aula di Palazzo Madama.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il