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Pensioni donne, uomini, precoci riforma Governo Renzi: novità no penalizzazioni, quota 100, prestiti, contributivo in Manovra

Nonostante le tante proposte avanzate anche dal governo, sono poche le misure sulle pensioni inserite nella versione finale della legge di stabilità.




AGGIORNAMENTO: Nella Manovra Finanziaria poche davvere le novità per quanto riguarda le pensioni. Vi è solo la cancellazione delle penalizzazione per l'uscita anticipata il cui calcolo lo abbiamo spiegato qui.
Nulla di fatto per le tante opzioni che abbiamo decsritto nell'articolo sottostante con Padoan e il Ministero dell'Economia contro tutti, o almeno così sembra....

Sulla riforma pensioni sembra che il governo viaggi su due binari opposti. C'è quello del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, contrario a novità e cambiamenti. E c'è quello del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Sebbene cauto e attento ai conti pubblici, il numero uno del dicastero di via Vittorio Veneto, insiste per una svolta sociale del welfare. In particolare propone l'introduzione del ponte previdenziale con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali. Si tratta della versione aggiornata del prestito previdenziale suggerita dall'ex ministro Enrico Giovannini.

In realtà sono anche altre le ipotesi avanzate con cui provare a rendere più flessibile la legge Fornero: dall'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo con il metodo contributivo al pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi fino ad arrivare alla cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione. Si tratta di soluzioni che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità, ora in via di approvazione al Senato, ma che potrebbero essere rispolverate il prossimo anno. Il nodo, come detto, è solo quello economico, rispetto al quale sono naufragate le speranze di cambiamento.

Dalla manovra finanziaria ci sono comunque due emendamenti destinati a essere approvati al Senato e confermati alla Camera dei deputati. Il primo prevede la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni nonostante il raggiungimento dei requisiti contribuitivi richiesti. Il secondo fissa un tetto alle pensioni d'oro. L'aumento dell’aliquota dall'11,5 al 20% sul risultato netto maturato dei fondi pensione e dal 20 al 26% sui redditi delle casse previdenziali privatizzate sarà sterilizzato per la quota investita "in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine" legate a interventi infrastrutturali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il