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Pensioni donne, anzianità, uomini Governo Renzi: riforma, novità della settimana. Un solo cambiamento, bilancio è negativo

Poche le novità pensioni contenute nella nuova Legge di Stabilità ma novità ancora possibili dal prossimo anno: situazione e previsioni




Ben poche le novità sulla riforma pensioni che saranno approvate nella nuova Manovra Finanziaria e quasi nulli gli interventi richiesti, invece, da tutti per una riforma pensioni Renzi che fosse capace di garantire maggiore flessibilità per tutti. E mentre le ultime notizie parlano di slittamento al prossimo anno, presumibilmente tra gennaio e febbraio 2015, di ogni discussione in materia previdenziale, sempre che si riesca a superare la contrarietà del ministro dell’Economia ad ogni intervento sulla legge pensionistica attuale, sono state deluse, per ora, tutte le aspettative e le promesse del governo finora arrivate. A partire dalla delusione dei quota 96 della scuola, ancora a lavoro, ancora privi di una soluzione, ancora costretti a rimanere in cattedra nonostante abbiano maturato i requisiti di accesso alla pensione.

Nonostante la bocciatura degli emendamenti alla Camera, Sel e M5S ne hanno presentati altri in Senato, per l’ennesima volta bocciati e si tratta di una bocciatura indicativa per tutta la questione pensioni considerando che intervenire con soluzioni per i quota 96 della scuola significherebbe applicare la prima reale correzione alla riforma pensioni Fornero, il che aprirebbe la strada ad ulteriori interventi che, come detto, Mef e ministro Padoan non appoggiano. E probabilmente, nonostante le dichiarate necessità di intervento, nessuno appoggia.

La legge Fornero, come spiegato da Padoan, nonostante errori e i rigidi requisiti pensionistici imposti, è capace di garantire 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021 e questo blocca i cambiamenti, perché l’Italia sta affrontando una grave crisi economica per cui tali risorse farebbero comodo. Per alcuni sono irrinunciabili e probabilmente questo è il motivo per cui non si ha ancora il coraggio di intervenire. Eppure le proposte di modifica per un’uscita anticipa a flessibile per tutti sarebbero a costo zero, tra prestito pensionistico, uscita a quota 100, estensione del sistema contributivo.

Ed ecco che l’unica soluzione per uscire dall’impasse di un sistema previdenziale che sta creando tanti problemi e tante polemiche sembra davvero il referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero proposto dalla Lega, che sta riscuotendo sempre più consensi, e che si pone l’obiettivo di cancellare del tutto le attuali norme pensionistiche, per tornare alle vecchie e chiudere così, allo stesso tempo, i casi di esodati e quota 96 della scuola che tornerebbero alla pensione con le regole precedenti.

Insieme ai piani di uscita anticipata, gennaio potrebbe essere però anche il mese degli interventi negativi, come preannunciato da Renzi. E’ vero che si punta all’aumento delle pensioni minime magari con l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono meno di mille euro al mese, ma è anche vero che il premier avrebbe già parlato di interventi su baby pensioni, pensioni integrative, e di invalidità e di reversibilità, in modo da cancellare ingiustizie e frenare i giochetti dei furbetti delle pensioni. L’obiettivo è una ridistribuzione equa e giusta di soli e risorse.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il