BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: situazione questa settimana. Solo una modifica effettiva dopo tante proposte

E’ ancora piuttosto confusa la questione pensioni tra novità mancate e pochi interventi in nuova Legge di Stabilità: tutto davvero rimandato al prossimo anno?




Partiti e sindacati sono divisi, spaccato anche il Pd e incalza la proposta del referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero lanciata dalla Lega, soprattutto alla luce delle pochissime novità pensioni contenute nella nuova Legge di Stabilità. Delle tante richieste di modifica presentate e discusse in questi mesi, nulla è stato realizzato, nulla sugli aumenti delle pensioni minime, sulla soluzione per i quota 96 della scuola, sulla soluzione strutturale per gli esodati, annunciata dal ministro Poletti da mesi e attesa da altrettanto tempo. E le ultime notizie non sono certo positive: nella nuova Manovra l’unica modifica attesa riguarda la norma che elimina le penalizzazioni per coloro che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni di età a patto che abbiano però maturato l’anzianità contributiva.

Ma anche per questa norma, approvata già alla Camera, non c’è certezza, visto che sono piovute richieste di modifica che potrebbero farla slittare al prossimo anno, tempo indicato dai più di nuovi interventi sulle pensioni. Da ministro Poletti, a premier Renzi a commissario Inps Treu, si sono susseguite in queste ultime settimane dichiarazioni che hanno lasciate intendere che il 2015 sarà l’anno delle novità sulla previdenza e le discussioni potrebbero riprendere già tra gennaio e febbraio.

Protagonisti saranno di nuovo sistemi di uscita anticipata, da prestito pensionistici, a uscita a quota 100 o con 62 anni di età, 35 di contributi e penalizzazioni; aumenti delle pensioni più basse magari con l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati; possibilità di estensione del sistema contributivo per tutti, e non solo per le donne; così come meritano di essere risolti problemi come la rivalutazione negativa che quest’anno dovrebbe toccare le pensioni, il tetto alle pensioni d’oro introdotto che però potrebbe portare a tagli su tutte le pensioni, anche quelle non ‘d’oro’; e non da ultimo i casi di esodati e quota 96 della scuola che, al passare del tempo, stanno diventando sempre più emergenze sociali e portando all’esasperazione gli interessati.

Sono tutti concordi sulla necessità di cambiare le pensioni, di rendere il sistema pensionistico attuale più flessibile, di approvare piani di uscita anticipata che servirebbero anche per sostenere la staffetta generazionale e il turn over ma bisognerà unire le forze contro Mef e ministro dell’Economia Padoan che ritengono invece non sia poi così urgente intervenire sulla riforma pensioni che Padoan ha addirittura detto di voler lasciare così com’è perché è l’unica capace di garantire la sostenibilità economica di cui l’Italia ha bisogno, con quegli 80 miliardi di euro di risparmi che è capace di garantire fino al 2021. Ma se continuerà ad essere così, sarà strada spianata per la Lega e il suo referendum che chiede di eliminare completamente la legge pensionistica attuale e tornare alle vecchie norme.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il