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Pensioni vecchiaia, anzianità, donne Governo Renzi: riforma novità della settimana con una sola luce tanti punti oscuri e ombre

Abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni unica novità riforma pensioni in Legge di Stabilità: altri interventi il prossimo anno?




Abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni: questa l’unica novità sull’attuale riforma pensioni che dovrebbe essere contenuta nella nuova Legge di Stabilità. Insieme a questa misura, attese risposte su nuova tassazione di fondi pensioni e casse previdenziali private. Nient’altro. Ed ecco che si torna a discutere di come il governo in tutti questi mesi abbia fatto annunci e promesse non mantenute, e scoppia il malcontento. Colpiti soprattutto i quota 96 della scuola che aspettavano finalmente soluzioni di pensionamento ma per cui sono stati, per l’ennesima volta, cancellati gli emendamenti e che dovranno rimanere ancora a lavoro, nonostante abbiano maturato i loro requisiti pensionistici ormai da tre anni quasi.

E insieme ai quota 96 scontenti tutti coloro, tra forze politiche e sociali, che avevano chiesto interventi per una riforma pensioni Renzi che potesse garantire maggiore flessibilità a tutti. Si dovrebbe, tuttavia, torna a discutere di uscita anticipata (con prestito pensionistico, uscita a quota 100, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni o con sistema contributivo per tutti) già tra gennaio e febbraio prossimi; dovrebbero tornare in ballo quegli aumenti per le pensioni minime già annunciati dal premier Renzi ma finora sempre rimandati, così come interventi negativi che riguardano modifiche e revisioni di pensioni integrative, pensioni di invalidità e baby pensioni.

E da non dimenticare i problemi, urgenti da risolvere, della rivalutazione negativa delle pensioni che rischia quest’anno di svalutare il valore degli assegni pensionistici, facendo ancora pagare il prezzo della crisi ad una delle fasce di popolazione più deboli; e del tetto alle pensioni d’oro che potrebbe tagliare, però, tutte le pensioni e non solo quelle più alte visto che non sono stati definiti limiti di importi.

Possibili anche novità flessibili a sostegno di quel sistema di staffetta generazionale che, insieme a garantire il prepensionamento ai lavoratori più anziani, possa anche favorire una nuova spinta al mercato del lavoro, visto che con le uscite anticipate dei più anziani si libererebbero nuovi posti per i più giovani. E insieme ai piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, in settimana è stata presentata una nuova proposta che prevede la possibilità per tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi versati, indipendentemente da limiti di età anagrafica, sistema che potrebbe essere soluzione per esoodati e quota 96 della scuola.

Sono tante, dunque, le strade che si potrebbero intraprendere ma molto dipenderà da posizione di Ue, Mef e ministro dell’Economia Padoan contrari, invece, ad ogni modifica che possa intervenire sull’attuale riforma pensioni, che difendono decisamente per la sostenibilità finanziaria che è in grado di assicurare al nostro Paese. Tutto invece è tornato a tacere sul sistema contributivo donna, che l’Inps vrebbe prorogato al 31 dicembre 2015 ma su cui mancano conferme ufficiali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il