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Pensioni vecchiaia, precoci, anzianità riforma Governo Renzi: novità con nuovo presidente della Repubblica. Candidati e loro idee

L'appuntamento con l'elezione del successore di Giorgio Napolitano rappresenta un altro crocevia decisivo per la riforma delle pensioni in Italia.




La riforma pensioni passa anche dall'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Certo, il capo dello Stato che succederà a Giorgio Napolitano non avrà poteri esecutivi, ma storia, sensibilità sociale e attenzione agli equilibri economici avranno il loro peso. Anche questa volta circola il nome di Romano Prodi. Già premier del centrosinistra, ha da sempre una vena europeista e difficilmente si farà promotore di una battaglia per smantellare la legge Fornero.

Ancora più attento ai conti è Mario Draghi, attuale presidente della Banca Centrale Europea, di cui si vocifera la possibile candidatura. Una spinta al cambiamento potrebbe paradossalmente arrivare da un eventuale settennato a guida Giuliano Amato, in passato attento agli equilibri sociali.

Il punto di partenza è rappresentato da due emendamenti alla legge di stabilità nella parte riguardante le pensioni. Il primo prevede la cancellazione delle penalizzazioni per chi si ritira prima dei 62 anni di età pur avendo 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (per le donne). Il secondo stabilisce un tetto alle pensioni d'oro. L'importo non potrà superare quello calcolato con il metodo retributivo sulla base dell'ultimo stipendio percepito, comprendendo anche gli anni lavorati fino all'effettivo congedo.

Dopodiché potrebbero essere rispolverate le soluzioni proposte in questi mesi per rendere più flessibile la legge Fornero. Si va dall'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo con il metodo contributivo al ponte previdenziale suggerito dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali, fino ad arrivare al pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi e all'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il