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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità nessuna risposta su interventi urgenti e aumento errori e problemi

Via libera a cancellazione penalizzazioni ma restano da risolvere diversi problemi in materia di pensioni: quando verranno affrontati e come?




Mentre è stata definita la novità sulla riforma pensioni che abolisce le penalizzazioni in vigore con la riforma Fornero per chi va in pensione prima di aver raggiunto i 62 anni di età, pur avendo maturato l’anzianità contributiva, misura che però è stata modificata e non varrà per tutti ma solo per i lavoratori che percepiscono un assegno inferiore ai 3.500 euro lordi, e che comunque rappresenta il primo concreto intervento sulla legge pensionistica attuale, sono ancora tanti i problemi previdenziali che però devono essere risolti. Alcuni dei quali scaturiscono, paradossalmente, anche dalla nuova norma che fissa un teto alle pensioni d’oro a partire dal prossimo 2015.

Si tratta di una misura varata per bloccare i super stipendi pensionistici degli altri funzionari dello Stato, misura che dunque è stata ben accolta dai più che ne hanno visto la volontà da parte del governo di ristabilire equità nei trattamenti. Ma in realtà non è proprio così: non avendo infatti stabilito un limite di importo da ‘bloccare’, la nuova norma rischia di colpire, se non verrà modificata meglio, non solo coloro che ricevono pensioni d’oro ma anche i pensionati ‘normali’ che a dicembre 1995 avevano maturato 18 anni di contributi, quando la pensione seguiva il remunerativo calcolo retributivo, e che erano rimasti più a lungo sperando di mettere qualcosina di più da parte.

Inoltre, poiché la norma è retroattiva, si sarebbe anche il pericolo di dover restituire quanto percepito in più finora. Resta ancora da risolvere anche il problema della rivalutazione negativa delle pensioni: si tratta di un’urgenza che appena resa nota qualche settimana fa ha scatenato gli impegni da parte di esponenti politici stessi che poi hanno taciuto, tanto che la nuova Manovra non ha mai contenuto alcun provvedimento in tal senso. Ma si tratta di una questione urgente che rischia di svalutare il valore degli assegni pensionistici e che richiede, dunque, interventi risolutivi immediati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il