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Pensioni vecchiaia, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità ufficiali Mini pensione, no penalizzazioni,contributivo,quota 100

Cosa cambia ufficialmente per le pensioni con novità nuova Manovra 2015? Delusi coloro che si aspettavano piani di uscita anticipata




Nessun piano di uscita anticipata, come previsto, nella nuova Manovra Finanziaria che questa notte è stata approvata in Senato, pronta a tornare alla Camera per il voto finale prima di Natale. Tempi stretti, dunque, per la chiusura dei lavori. Erano fortemente attese le novità sulla riforma pensioni che, però, non hanno chiaramente soddisfatto le richieste di forze politiche e sociali pervenute finora. Nulla, infatti, riguarda i meccanismi di uscita anticipata, da sistema contributivo a prestito personale, uscita a quota 100 o con 62 anni di età e 35 di contributi con penalizzazioni.

L’unica novità della riforma pensioni Renzi riguarda l’abolizione delle penalizzazioni oggi previste dalla legge Fornero, per chi avendo maturato l’anzianità contributiva decide di lasciare il lavoro prima dei 62 anni di età, misura di cui beneficeranno innanzitutto i lavoratori precoci a lavoro sin da giovanissimi. La misura vale per coloro che percepiscono assegni pensionistici inferiori ai 3.5000 euro lordi. Altra delusione, insieme anche a quella per i quota 96 della scuola ancora senza soluzioni, quella per i dipendenti delle Province. Per il personale in esubero era stata infatti avanzata la richiesta di uscita anticipata con le vecchie norme pensionistiche, richiesta che non è stata però approvata.

Per il personale in esubero è stato infatti previsto il ricollocamento in altri entri, da Regioni a Comuni, università, ecc, e dal 2017 mobilità per tutti. Passando invece alle novità sull’aumento della tassazione su fondi pensione e casse previdenziali private, è previsto un credito d’imposta del 6 e del 9% per gli investimenti strutturali per le Casse previdenziali e i Fondi pensione, che sterilizza per le quote reinvestite l’aumento delle tasse sui rendimenti previsto che per i fondi passa dall’11,5% al 20% e per le casse dal 20% al 26%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il