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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: referendum Lega, nuova legge approvata e molte proposte per modifiche prossimi mesi

E’ stata approvata in Senato la nuova Manovra Finanziaria: quali le novità pensioni approvate e cosa cambia nel 2015?




E’ stata approvata in Senato la nuova Manovra Finanziaria che entro due giorni dovrebbe ricevere l’ultimo voto alla Camera e, tra novità e conferme, sono state definite le novità del governo Renzi che entreranno in vigore dal prossimo gennaio 2015. Tante la delusione sul nulla di fatto sulla riforma pensioni anche se, secondo le ultime notizie, si dovrebbe tornare a discutere di questione previdenziale ad inizio del nuovo anno, forse già tra gennaio e febbraio. Questi quanto meno gli annunci. L’unica novità approvata nella nuova Manovra, insieme al nuovo tetto sulle pensioni d’oro (che però secondo le previsioni causerà qualche problemi a tutti i pensionati e non solo a coloro che percepiscono assegni elevati), l’abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni.
 
Questa novità che comunque corregge una norma della riforma pensioni Fornero che prevedeva per chi andasse prima di aver raggiunto l’età anagrafica di 62 anni penalizzazioni dell’1 e del 2% a seconda dell’anno di anticipo in cui si lasciava il lavoro, rappresenta il primo passo di modifica concreta di una legge pensionistica ormai da anni al centro di polemiche e discussioni e si spera che sia solo la prima di una lunga. Altra correzione reale sarebbe stata la soluzione al caso dei quota 96 della scuola per cui, però, ancora una volta non si è fatto nulla.

E mentre c’è chi è decisamente pessimista su eventuali interventi alle pensioni da apportare il prossimo anno, nonostante le ultime dichiarazioni di ministro Poletti, ministro Boschi e commissario Inps Treu che hanno rimandato chiaramente al 2015 ogni cambiamento, a causa della posizione contraria di ministro dell’Economia Padoan, c’è invece chi ritiene possibile interventi concreti, spinti soprattutto dal consenso che sta riscuotendo il referendum abrogativo della riforma Fornero lanciato dalla Lega.

Il referendum che chiede la cancellazione totale della legge previdenziale oggi in vigore, e che con essa cancellerebbe anche quegli 80 miliardi che questa riforma è l’unica capace di garantire, pende come una spada di Damocle che spinge a dover intervenire per forza con qualche modifica, in modo da soddisfare le richieste di cambiamenti di forze politiche e sociali per un’uscita anticipata e flessibile per tutti, lasciandone però in piedi un impianto che garantisce una buona sostenibilità finanziaria per il nostro Paese, come spiegato anche dallo stesso Padoan.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il