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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, ragioni per cui contributivo, quota 100, prestito approvate ne prossimi mesi.Forse

Dopo il nulla di fatto nella nuova Legge di Stabilità, possibili novità uscita anticipata riforma pensioni il prossimo anno: quali le nuove prospettive?




Se l’approvazione della nuova Legge di Stabilità 2015 in Senato ha fatto definitivamente tramontare le speranze di quanti auspicavano novità sulla riforma pensioni attuale orientate verso una maggiore flessibilità per tutti, le prospettive per l’anno prossimo sembrano positive. Anche se molti mantengono sempre quel poco di scetticismo visto che in questi due anni sono stati annunciati interventi e cambiamenti da tutti ma mai approvati davvero. Le ultime notizie, tuttavia, riportano interventi piuttosto propositivi da parte di quasi tutti gli esponenti politici. Unico escluso il ministro dell’Economia Padoan da sempre contrario a modifiche all’attuale riforma pensioni Fornero.

Secondo Padoan, in Italia non sarebbero abbastanza maturi i tempi per abbassare l’età pensionabile per tutti, come fatto in Germania la scorsa estate, e la riforma Fornero, nonostante errori e requisiti piuttosto rigidi, sarebbe l’unica capace di garantire quella sostenibilità finanziaria di cui oggi l’Italia ha bisogno. Ciò significa che fino a quando non miglioreranno effettivamente le condizioni economiche del nostro Paese difficilmente il Mef approverà modifiche al sistema previdenziale attuale.

Eppure qualche intervento sarebbe necessario, soprattutto per ‘contrastare’ quel consenso crescente che il referendum della Lega che chiede la totale eliminazione della legge Fornero sta riscuotendo. Il referendum , appoggiato da diverse forze politiche e sociali, Cgil in prima fila, rappresenta, infatti, una grossa minaccia alla sostenibilità economica di cui parla Padoan perché cancellando la riforma, tutta, si cancellerebbero anche quegli 80 miliardi di euro che essa assicura fino al 2021.

La soluzione, dunque, potrebbe essere quella di intervenire, com’era stato già paventato tempo fa, con quei piani di uscita anticipata a costo zero, da prestito pensionistico, a uscita a quota 100, o a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, alla pensione anticipata con sistema contributivo per tutti, che permetterebbero di inserire maggiore flessibilità pensionistica, senza richiedere risorse ulteriori allo Stato perché tutti richiedono penalizzazioni per lasciare il lavoro in anticipo, e che interverrebbero sulla riforma Fornero con modifiche senza però stravolgerne o cancellarne l’impianto che continuerebbe a garantire risparmi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il