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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: anticipata, calcolo assegno 2015 e contributivo. Tante risposte non date e ipotesi

Problemi riforma pensioni attuale e nuove possibili prospettive di intervento per il prossimo anno: le novità da mettere a punto e questioni da risolvere




E’ stata confermata la cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni ed è l’unica novità sulla riforma pensioni che modifica l’impianto della Legge Fornero. Approvato anche il nuovo tetto alle pensioni d’oro ma, come confermano le ultime notizie, sono rimaste aperte numerose questioni che attendono ancora risposte certe dal governo, dalla necessità di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, a problema della rivalutazione negativa delle pensioni, a tagli degli assegni pensionistici.

E in questo contesto si inserisce anche l’annuncio dato dallo stesso commissario Inps, Tiziano Treu, pronto a rivedere la governance dell’Istituto il prossimo anno. Tutto dovrebbe essere rimandato al prossimo anno come hanno lasciato intendere in molti e si potrebbe tornare a discutere di questione previdenziale già tra gennaio e febbraio, cercando di mettere a punto quei meccanismi che permetterebbero a tutti di andare in pensione prima, sempre a fronte di penalizzazioni, come prestito pensionistico, uscita a quota 100, estensione del sistema contributivo per tutti e non solo per le donne come paventato per l’ennesima volta e le prospettive in tal senso sembrano positive.

A spingere verso questa positività, nonostante il parere sempre contrario del Mef, la necessità di evitare che si vada al voto sul referendum abrogativo proposto dalla Lega che chiede l’eliminazione totale della riforma pensioni Fornero e che non essa cancellerebbe anche gli 80 miliardi di euro di risparmi che essa è capace di assicurare fino al 2021, somma di cui l’Italia, in questo periodo di forte crisi, ha decisamente bisogno. Meglio dunque intervenire con qualche modifica al sistema attuale piuttosto che farlo cadere completamente.

E bisogna anche mettere a punto soluzioni per quanto riguarda la possibile svalutazione che potrebbero subire quest’anno gli assegni pensionistici, il taglio del assegni che potrebbe colpire tutti i pensionati e non solo gli alti funzionari dello Stato per cui sarebbe stato introdotto il nuovo tetto alle pensioni d’oro, a causa di una mancanza nella formulazione della misura, nonché il problema degli aumenti delle pensioni minime che dovrebbero essere incrementati nel 2015 o massimo, come spiegato dal ministro Boschi, nel 2016. Comunque quando l’Italia avrà le risorse necessarie disponibili, per cui dipenderà dall’andamento economico del Paese.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il