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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, circolare INPS attesa per chiarimenti regole no penalizzazioni e taglio assegni

Approvato tetto pensioni d’oro dal 2015 e cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni ma restano da definire novità




Tetto alle pensioni d’oro dal 2015 e cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni di età: queste le novità della riforma pensioni contenute nella nuova Legge di Stabilità 2015 che, seppur approvate, lasciano aperti ancora alcuni interrogativi. Partendo dai tagli alle pensioni d’oro, in vigore dall’anno prossimo per coloro che fino al 31 dicembre 2011 hanno calcolato la loro pensione con sistema retributivo e che dal 2012 sono passati al contributivo, la nuova Legge di Stabilità, prevede che l'importo complessivo del trattamento determinato con il calcolo contributivo ‘non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell'entrata in vigore del Dl 201/2011 computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa’.

Manca però chiarezza sia per i destinatari della norma, che dovrebbe rivolgersi a chi nel 2011 usufruiva del sistema retributivo e cioè coloro che avevano almeno 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995 e cioè i lavoratori che hanno raggiunto l’anzianità massima di 40 anni di contributi, che hanno maturato la pensione entro il 2011 o, nel caso di particolari di lavoratori per cui sono rimaste in vigore le vecchie norme pensionistiche per effetto di qualche deroga alla riforma fornero, anche dopo il 2011; o i lavoratori che non hanno maturato un diritto a pensione con la vecchia normativa e che, quindi, dovranno accedere con i nuovi requisiti post-fornero. Per loro il calcolo con sistema contributivo vale fino al raggiungimento dei 42 anni e mezzo per gli uomini e 41 anni e mezzo per le donne e i maggiori contributi non varranno più per guadagnare di più alla fine della propria attività lavorativa.

Essendo poi la norma retroattiva, vale anche per quelli che sono andati in pensione nel 2013 e nel 2014 e che si vedranno, pertanto, decurtare gli assegni pensionistici a partire da gennaio 2015. La misura, dunque, non toccherà solo gli alti funzionari di stato (da avvocati dello Stato a magistrati, docenti universitari, medici, ma anche gli altri pensionati ‘normali’ che al 31 dicembre 1995 avevano maturato un’anzianità contributiva di almeno 18 anni e toccherà proprio all’Inps cercare di definire meglio la questione in modo da limitare i tagli solo a coloro che percepiscono pensioni d’oro.

Altra misura in attesa di chiare definizioni dell’Inps anche quella che cancella le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni e con anzianità contributiva maturata, vale a dire 42 anni e mezzo di contributi per gli uomini e 41 anni e mezzo per le donne. Grazie a questa misure vengono cancellate quelle decurtazioni che in percentuale, con la legge Fornero, venivano applicate agli assegni di lavoratori che volevano uscire dal lavoro prima dei 62 anni. Il taglio è pari all'1% per ogni anno di anticipo sino a 60 anni e del 2% per ogni anno ulteriore rispetto all'età dei 60 anni.

Questi tagli vengono ora cancellati fino al 31 dicembre 2017 e la misura sarebbe principalmente a favore dei lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi ma anche tutti gli altri, mentre restano a capire quali saranno i risultati di questa misura e, per decisione dell’Inps, quali altre saranno le categorie cui si rivolgerà principalmente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il