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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità approvabili 2015 tra quota 100, contributivo e prestito

Cambiare la riforma pensioni Fornero con novità di uscita anticipata per tutti e aumenti assegni minimi: le possibili modifiche del prossimo anno




Se questo 2014 si avvia a chiudersi senza la realizzazione delle novità richieste per modificare la riforma pensioni per una maggiore flessibilità, già dai primi mesi del 2015 si potrà tornare a discutere di quei piani di uscita anticipata e flessibile, come prestito pensionistico, uscita a quota 100, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni o estensione del sistema contributivo per tutti per non solo per le donne. Ad avere anticipato nuove discussione il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sostenuto dal commissario Inps, Tiziano Treu. Ma anche nell’agenda del ministro boschi e dello stesso premier Matteo Renzi ci sono impegni in tal senso.

E le modifiche per una riforma pensioni Renzi verterebbero non solo sui sistemi di uscita anticipata per tutti, a costo zero con penalizzazioni, ma anche sulla possibilità che dovrebbe diventare concreta, di estendere il bonus di 80 anche ai pensionati che percepiscono assegni mensili minimi. Si tratta di una misura che Renzi aveva già annunciato e che sarebbe dovuta rientrare nella nuova Manovra ma che, a causa delle difficoltà economiche del nostro Paese e della mancanza di risorse, è stata chiaramente rimandata. Il ministro Boschi ha assicurato che se ne tornerà a parlare se e quando si avranno a disposizione le risorse necessarie.

Per quanto riguarda invece i piani di uscita anticipata per tutti serve approvarli, nonostante le resistenze di Mef e ministro Padoan, perché servirebbero a garantire quella flessibilità pensionistica richiesta da tutti che soddisferebbe le richieste di modifiche pensioni presentate e ad evitare che si vada, la prossima primavera, al voto per il referendum abrogativo lanciato dalla Lega. Obiettivo della Lega è quello di cancellare del tutto la legge pensionistica Fornero ma sarebbe cosa sbagliata visto che porterebbe alla cancellazione anche degli 80 miliardi di euro di risparmi che essa assicura fino al 2021. Meglio, dunque, mantenere in piedi quella struttura che permette questi risparmi modificando qualche norma a favore dei pensionati e ammorbidendo i rigidi requisiti oggi imposti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il