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Pensioni donne e vecchiaia riforma Governo Renzi: modifiche fattibili tra tribunali e decreti dopo cancellazione delle penalizzazi

La legge di stabilità porta con sé la correzione di alcuni aspetti della riforma Fornero. Ma un eventuale referendum abrogativo potrebbe spazzare via le norme in vigore.




La riforma pensioni nell'ambito della legge di stabilità approvata dal Senato ha lasciato l'amaro in bocca. Certo, alla luce delle ultime notizie non erano state messe in conto grandi novità. Ma adesso bisogna fare i conti un quadro normativo previdenziale ingessato. Il solo cambiamento di rilievo va cercato nella cancellazione delle penalizzazioni per chi si ritira prima dei 62 anni con la maturazione dei requisiti previdenziali richiesti. A bene vedere c'è anche la fissazione di un tetto alle pensioni d'oro, ma si tratta di modifiche che non portano a quella svolta tanto desiderata.

In sede di discussione sono state avanzate molte proposte su come modificare le regole della previdenza italiana nel segno della flessibilità ovvero dell'uscita anticipata. Per ora è rimasto tutto fermo sulla carta, ma all'orizzonte si intravede la minaccia della proposizione del referendum abrogativo della legge Fornero. Non c'è ancora il via libera della Corte costituzionale, ma in caso di disco verde si aprirebbero scenari impensabili fino a pochi mesi fa. Fra le questioni irrisolte c'è quella dei quota 96 del mondo della scuola impossibilitati ad andare in pensione e sempre più decisi a fare valere le loro ragioni per via legale.

Occorre poi capire quali conseguenze avrà l'aumento della tassazione sui fondi pensione e sulle casse professionali. Stando alla legge di stabilità, in viaggio verso la Camera dei deputati per l'approvazione definitiva, a decorrere dal periodo d'imposta 2015, agli enti di previdenza obbligatoria è riconosciuto un credito d'imposta pari alla differenza tra l'ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate al 26% sui redditi di natura finanziaria e l'ammontare di tali ritenute e imposte sostitutive computate nella misura del 20% a condizione che i proventi assoggettati alle ritenute e imposte sostitutive siano investiti in attività di carattere finanziario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il