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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, inizio interventi peggiorativi. Contributi aumentano per alcune categorie

Cambiano le aliquote contributive e lavoratori e pensionati saranno ulteriormente colpiti dal prossimo anno: le novità negative




L’attesa era per novità alla riforma pensioni che avrebbero potuto permettere a tutti i lavoratori un’uscita anticipata e flessibile e aumentare le pensioni minime, invece non è arrivata alcuna modifica e l’unico cambiamento per la riforma pensioni Renzi, come confermano le ultime notizie, riguarda la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni. Stabilito anche un nuovo tetto alle pensioni d’oro. Queste le novità pensioni della nuova Legge di Stabilità. Delusi tutti coloro che si aspettavano ulteriori provvedimenti. Delusi anche i quota 96 della scuola. E, soprattutto, delusi coloro che hanno stanno vedendo peggiorare la loro situazione di pagamento dei contributi.

Tra misure della nuova Legge di Stabilità, che cambia il regime dei minimi per le partite Iva, e del Jobs Act, i lavoratori italiani, dipendenti e soprattutto autonomi, andranno incontro a forti irrigidimenti del sistema fiscale. Per quanto riguarda il regime dei minimi, per gli under 35, le vecchie regole prevedevano il pagamento del 5% di Irpef per chi guadagnava meno di 30 mila euro l'anno. Un regime che agevolava decisamente chi iniziava o avviava unì’attività. Ma dal primo gennaio le cose cambieranno nettamente e  l'aliquota passerà al 15% e la soglia di guadagno si abbasserà: per pagare il 15%, i commercianti dovranno guadagnare meno di 40 mila euro e i giovani professionisti meno di 15 mila che, secondo l'osservatorio Adepp, è decisamente al di sotto del compenso medio (18.640 euro lordi, pari a 723 euro al mese) delle partite Iva iscritte all'Insp.

Ma le brutte notizie non finiscono qui, perché il governo ha anche approvato gli aumenti contributivi Inps per gli iscritti alla gestione separata, per cui l'aliquota dal 27 al 33% entro il 2018. Il primo scatto, oltre il 29%, ci sarà già dal primo gennaio del 2015. E questo potrebbe essere solo l’inizio di quegli interventi peggiorativi in realtà annunciati dallo stesso premier Renzi, che dovrebbero colpire anche baby pensioni, pensioni integrative, di reversibilità e invalidità nonché il meccanismo di cumulo. Queste novità negative, tuttavia, vanno ad aggiungersi a problemi che sono ancora aperti, come quello della rivalutazione negativa delle pensioni che dovrebbe scattare e che porterebbe il valore degli assegni pensionistici ad essere svalutato piuttosto che aumentato.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il