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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità tante proposte, referendum Legga, tante proposte e legge ufficiale

La riforma pensioni è bloccata dall'assenza di coperture economiche. Ma la proposizione del referendum abrogativo della legge Fornero potrebbe mettere tutto in discussione.




La grande novità sulla riforma pensioni Renzi potrebbe arrivare il prossimo anno con la proposizione del referendum abrogativo della legge Fornero. Non c'è ancora il via libera della Corte costituzionale per cui non è affatto scontato che gli elettori potranno esprimersi su una delle leggi più contestate degli ultimi anni. Tuttavia le ultime notizie riferiscono come accanto alla Lega, promotrice dell'iniziativa, si stanno trasversalmente schierando molti partiti politici e alcune sigle sindacali. Ecco allora che l'intero impianto previdenziale potrebbe essere messo fortemente in discussione.

Dalle legge di stabilità sono venuti fuori pochi ma significativi cambiamenti alla legge Fornero. In prima battuta c'è la cancellazione dei disincentivi per va in pensione prima dei 62 anni pur avendo 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (se donne). Poi c'è l'introduzione di un tetto alle pensioni d'oro, ma solo dal 2015. Via libera anche all'aggravio fiscale sui rendimenti dei fondi pensione e delle casse professionali. A chiudere il quadro l'avvio della procedura di mobilità per circa 20.000 dipendenti delle amministrazioni provinciali.

Dal primo marzo 2015 al 30 giugno 2018 i dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo), con almeno sei mesi di contratto alle spalle potranno chiedere di incassare il trattamento di fine rapporto ogni mese, man mano che lo maturano, inclusa la parte che viene versata a un fondo pensione. Tuttavia tale importo non sarà soggetto alla tassazione separata che si applica di solito, ma a quella ordinaria, quindi più alto sarà l'imponibile e maggiore sarà il prelievo fiscale. Secondo le stime del governo, a fronte di una adesione del 40-50% dei lavoratori, si genererà un maggior gettito di 2,2 miliardi di euro del 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il