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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: mini pensione, quota 100, contributivo nuovi interventi e idee INPS con Tito Boeri

La nomina dell'economista Tito Boeri alla presidenza dell'Inps potrebbe portare molti cambiamenti nel percorso della riforma pensioni Renzi.




La riforma pensioni passa dalla nomina di Tito Boeri alla presidenza dell'Inps. Si tratta della più importante novità di questi ultimi giorni che si aggiunge alle ultime notizie sulla legge di stabilità in ambito previdenziale ovvero la cancellazione di alcune penalizzazioni introdotte con la legge Fornero e l'applicazione di un tetto alle pensioni d'oro.

Con Boeri potrebbero prendere quota alcune delle proposte presentate in questi mesi come l'implementazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, il prestito previdenziale destinato a chi a pochi anni dalla pensione si trova senza occupazione e all'estensione agli uomini del calcolo dell'assegno con il meno vantaggioso sistema contributivo in cambio dell'uscita anticipata.

Per capire le posizioni di Tito Boeri, mai del tutto convinto dalla legge Fornero anche per via del rapido aumento dell'età per il congedo dal lavoro, occorre fare riferimento in prima battuta a un ben noto articolo pubblicato in collaborazione con Fabrizio Patriarca e Stefano Patriarca sul sito lavoce.info. Meno di un anno fa il nuovo numero uno del principale istituto di previdenza italiana invocava l'applicazione di un contributo di equità ai pensionati, basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati.

In buona sostanza, sulla base della carriera previdenziale dei contribuenti attraverso il cosiddetto forfettone, hanno calcolato lo scostamento tra pensione effettiva e contributivo. Ebbene in base a tale scostamento hanno proposto di introdurre il contributo sulla base di un'aliquota progressiva pari al 20, al 30 e al 50% rispettivamente per le pensioni tra 2.000 e 3.000 euro, tra 3.000 e 5.000 euro e superiori a 5.000 euro. Secondo le loro stime si ricaverebbe un risparmio di spesa per lo Stato pari a circa 4,2 miliardi di euro.

E ancora, stando ai dai delle loro simulazioni, sarebbe coinvolto "il 10% dei pensionati con un reddito più alto, e che possiedono il 27% del totale delle pensioni, un contributo medio pari a meno di un quarto di quanto non è giustificato dai contributi che hanno pagato". Altro punto su cui ha manifestato il suo consenso è l'introduzione della busta arancione, lo strumento per consentire ai contribuenti di conoscere il proprio futuro previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il