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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: dichiarazioni Damiano, Messina, Tito Boeri, Poletti, Salvini

Le ultime notizie sulla riforma pensioni Renzi passano dalle posizioni del nuovo presidente dell'Inps e dallo spettro del referendum abrogativo della legge Fornero.




Con il nuovo anno ci saranno novità sulla riforma pensioni? A giudicare dall'attivismo verbale di queste ultime settimanale e della tante questioni rimaste senza risposta con la legge di stabilità, tutto lascia pensare di sì. Il principale punto interrogativo è legato alla possibile proposizione del referendum per la cancellazione della riforma Fornero. Le firme sono state raccolte, l'appoggio all'iniziativa della Lega sta raccogliendo il sostegno trasversale di partiti e organizzazioni sindacali e si resta ora in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale. Nel frattempo il segretario Matteo Salvini chiede un confronto pubblico con Matteo Renzi, anche sulle pensioni.

A insistere sul cambiamento delle regole in vigore attraverso l'introduzione di una maggiore dose di flessibilità così da consentire l'uscita anticipata è Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati. A suo dire le misure contenute nella legge di stabilità sono insufficienti per garantire quell'equità sociale di cui si avverte il bisogno. In parallelo chiede chiarezza sull'estensione al 2015 della cosiddetta opzione donna ovvero la possibilità per le lavoratrici di congedarsi a 57 anni di età se dipendenti e 58 se autonome con 35 anni di contributi, optando per il calcolo dell'assegno con il sistema contributivo.

Le sue sono posizioni condivise da Ignazio Messina, segretario di Italia dei Valori, che invoca l'allineamento dell'Italia alle regole previdenziale in vigore negli altri paesi europei. Si resta poi in attesa di capire in che modo la nomina di Tito Boeri alla presidenza dell'Inps possa portare a cambiamenti concreti. In passato il già consulente del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, della Commissione europea e dell'Ufficio Internazionale del Lavoro, si era detto favorevole all'introduzione della busta arancione e all'applicazione di un contributo di equità a carico delle pensioni più alte.

Quali saranno le decisioni del governo Renzi? Troverà spazio la proposta del ponte previdenziale avanzata dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti? A quanto pare c'è un problema di coperture economiche da trovare e di intesa con i sindacati. Per il numero uno di via Vittorio Veneto è finita l'epoca della concertazione: quali saranno le conseguenze sulle pensioni?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il