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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità mini pensione, quota 100, prestito, contributivo con Tito Boeri

A sorpresa il premier Renzi sceglie Tito Boeri per guidare l'Inps. Resta da scoprire in che modo le sue proposte possono trovare accoglienza nel governo.




L'economista Tito Boeri è stato nominato presidente dell'Inps. Si tratta della principale novità sulla riforma pensioni. Laurea in Economia alla Bocconi, dove svolge l'incarico di professore ordinario, ha 56 anni e in passato è stato consulente del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, della Commissione Europea. Si chiude così un anno molto movimento per il principale istituto di previdenza italiano. Nel 2014 ci sono stati tre cambi: a febbraio Antonio Mastrapasqua era stato sostituito dal commissario Vittorio Conti, che a ottobre aveva poi ceduto il passo a Tiziano Treu.

Le posizioni di Boeri sono note: è favorevole al ricalcolo degli assegni previdenziali ai lavoratori in attività con il metodo contributivo, si è fatto promotore della proposta di applicare un contributo di equità sugli assegni più alti e guarda con favore all'introduzione della busta arancione, lo strumento con cui conoscere il futuro previdenziale sulla base del curriculum professionale e della posizione attualmente ricoperta. Insomma, si tratta di posizioni sbandierate dall'entourage economico di Renzi (dal consigliere Yoram Gutgeld su tutti), ma a cui non è stato dato seguito.

Resta quindi da capire se e fino a che punto verranno rispolverate le proposte di modificare la legge Fornero in maniera più incisiva ovvero intervenendo sul versante della flessibilità favorendo l'uscita anticipata. Si andava dall'allargamento a tutti i lavoratori uomini del sistema di calcolo con il metodo contributivo (anche per favorire il ricambio generazionale) all'introduzione del ponte previdenziale, proposto dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali, dal pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi fino ad arrivare alla cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

In parallelo il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti attuativi relativi al Jobs Act, il primo sul contratto a tutele crescenti, il secondo sugli ammortizzatori. Il primo riscrive le norme sui licenziamenti illegittimi superando l'articolo 18. Il reintegro nel posto di lavoro resta per i licenziamenti discriminatori o che si richiamano alla giusta causa, in cui viene dimostrata l'insussistenza del fatto contestato al lavoratore. Per le piccole imprese superare la soglia dei 15 dipendenti comporterà anche l'applicazione di un sistema di indennizzi più vantaggioso rispetto a quello attuale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il