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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità decreto previdenza con nuove leggi. Conferme indirette

Sono ancora tante le questioni senza risposta sulla riforma pensioni. Sono attesi nuovi provvedimenti con il 2015, ma bisogna fare i conti con le ristrettezze economiche.




La riforma pensioni Renzi è ancora un capitolo aperto e importanti novità potrebbero arrivare nei primi mesi del 2015. Come confermato dalle ultime notizie che raccontano come il premier abbia deciso in prima persona di impegnarsi per un provvedimento specifico sulle partite IVA, la materia va inquadrata nel più ampio contesto del welfare italiano che comprende anche le politiche sul lavoro. Fra le partite aperte c'è anche quella dei dipendenti pubblici. In particolare resta da capire come si risolverà il capitolo dei dipendenti delle Province per cui è stato bloccato il prepensionamento ed è stata avviata la procedura di mobilità verso Regioni e Comuni.

Si tratta di una disposizione che sta incontrando molte resistenze, sfociate anche in occupazioni a oltranza degli enti intermedi. La misura è stata inserita nella legge di stabilità che ha previsto anche la cancellazione delle penalizzazioni economiche per chi si congeda prima dei 62 anni di età con la maturazione dei requisiti contributivi richiesti e l'individuazione di un tetto agli assegni d'oro. Le incertezze per gli statali non finiscono qui. Il contratto a tutele crescenti e quindi la nuova disciplina sui licenziamenti si applicherebbe anche ai nuovi assunti del pubblico impiego.

Il punto finora non era stato chiarito in modo esplicito e lo stesso ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, aveva spiegato che i dipendenti pubblici non sarebbero rientrati nella nuova disciplina. Secondo quanto scritto dal senatore Pietro Ichino sul suo sito web, un comma che escludeva espressamente il pubblico impiego sarebbe stato cancellato all'ultimo momento dal testo. Se questa interpretazione sarà confermata, le tutele crescenti si applicheranno anche agli insegnanti precari che dovrebbero essere assunti per il prossimo anno scolastico.

Altre misure su cui potrebbe riprendere il confronto sono l'estensione a tutti i lavoratori della possibilità di calcolo dell'assegno con il sistema contributivo per favorire l'uscita anticipata in cambio di una riduzione dell'importo di circa il 20%; l'applicazione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione; il prestito previdenziale pensato per chi è vicino alla pensione ma è ancora privo dei requisiti richiesti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il