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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: cambiamenti e modifiche con Padoan e Bini Smaghi in nuovi ruoli politici

Gli scenari di queste ore vedono Pier Carlo Padoan al Quirinale e Lorenzo Bini Smaghi alla guida del Ministero dell'Economia. Quali prospettive per la riforma pensioni?




La riforma pensioni passa anche dagli equilibri di governo. Novità e notizie dell'ultim'ora suggeriscono come Pier Carlo Padoan possa lasciare la guida del Ministero dell'Economia per occupare la casella della presidenza della Repubblica che sarà libera dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano. Per via XX Settembre il premier Matteo Renzi avrebbe individuato in Lorenzo Bini Smaghi, membro permanente del board della Banca Morgan Stanley e in passato membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, la figura giusta. E dal punto di vista della previdenza non cambierebbe un granché, anzi ci sarebbe un irrigidimento rispetto alle proposte di modifica della legge Fornero.

Resta allora da capire come si concilierebbero queste posizioni di attento equilibrio per i conti pubblici con l'esigenza di dare una sterzata a un impianto previdenziale che concede poco spazio alla sostenibilità sociale. Che fine faranno le tante proposte di riforma delle pensioni avanzate negli ultimi mesi?

Più in generale la riforma delle pensioni va inserita nel quadro del welfare italiano. In questo contesto le piccole e medie imprese promuovono il Jobs Act: per il 49,5% delle Pmi l'esonero dal versamento dei contributi sposterà la convenienza verso il contratto a tempo indeterminato. La conclusione emerge da un sondaggio della Cna su 1.630 imprese. La decontribuzione va bene per rilanciare l'occupazione ma senza crescita economica del Paese potrebbe risultare poco efficace.

Per un imprenditore su 5, infatti, l'esenzione dei contributi Inps aumenterà la domanda di lavoro. Ma secondo il 71,7% (soprattutto di costruzioni e impiantistica) delle imprese è necessario che prima migliorino le condizioni economiche dell'Italia.

Secondo Stefano Dolcetta, vicepresidente di Confindustria con delega alle relazioni industriali, "la missione delle aziende non è quella di licenziare le persone, anche se qualche volta ridurre l'organico è l'unico modo per salvare l'azienda in difficoltà. Ma gli imprenditori non prendono queste decisioni a cuor leggero. Nel 2015 prenderà l'avvio la ripresa e l'occupazione aumenterà. Probabilmente però, a causa dell'incremento delle persone che si metteranno a cercare lavoro, non diminuirà il tasso di disoccupazione".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il