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Pensioni, stipendi, licenziamenti e scatti statali, forze ordine, quota 96, indulto,amnistia: novità oggi martedì 30 Dicembre 2014

La legge di stabilità e il decreto Milleproroghe hanno introdotto novità sia sul versante delle pensioni sia su quello della pubblica amministrazione.




La fine dell'anno ha portato con sé alcune novità sulla riforma pensioni con l'approvazione della legge di stabilità e la nomina di Tito Boeri alla presidenza dell'Inps. Nel dettaglio è stato fissata una soglia agli importi delle pensioni d'oro, sono state cancellate le penalizzazioni per chi va in congedo prima dei 62 anni con 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (se donne), è stata aumentata la tassazione sui fondi pensione e sulle casse previdenziali dei professionisti, è stato rimandato il prepensionamento dei dipendenti delle Province: per loro si sono aperte le porte della mobilità verso Regioni e Comuni.

E a proposito di statali, è stato confermato il blocco degli scatti di stipendio legati all'anzianità di servizio. Non per tutti: la legge di stabilità ha infatti dato il via libera alle promozioni per forze di polizia e militari. Nel decreto Milleproroghe, poi, è stato confermato lo slittamento dei termini in materia di pubbliche amministrazioni: assunzioni; contratti dei lavoratori precari delle amministrazioni provinciali; contratti dirigenziali a tempo determinato stipulati dall'Aifa; utilizzazione graduatorie in corso di validità anche di idonei del Ministero dei Beni Culturali; comandi di personale appartenente al corpo nazionale dei vigili del fuoco; pagamento e riscossione ex agenzia settore ippico Assi.

Tutto fermo per i quota 96 del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

La manovra finanziaria non ha portato, come previsto dopo le recenti delusioni, la risoluzione della loro vicenda. Gli emendamenti presentati sono venuti a cadere uno dopo l'altro per la ben nota assenza di copertura finanziaria. E a poco è servita l'interrogazione al governo di Manuela Ghizzoni (PD), già depositaria di un progetto di legge. Nella risposta si legge nero su bianco come "non sono state riscontrate specificità di carattere previdenziale tali da giustificare una regolamentazione differenziata (deroghe o salvaguardie) rispetto alla generalità dei lavoratori". Infine, per amnistia e indulto si attendono tempi migliori, anche se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano potrebbe dedicare un passaggio nel discorso di fine anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il