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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: cosa è cambiato dopo questo ultimo anno tra interventi, discussioni e proposte

Dopo un anno di annunci, promesse e discussione e le novità pensioni della Legge di stabilità, ancora discussioni l’anno prossimo: quali i prossimi passi?




Dopo un anno di discussioni, annunci e promesse, c’è chi ritiene ci si ritrovi con un pugno di mosche in mano, chi invece pensa che forse qualcosa potrebbe muoversi davvero il prossimo anno per quanto riguarda eventuali novità che modifichino l’attuale riforma pensioni. Effettivamente qualcosina con la nuova Legge di Stabilità 2015 è cambiato, sono state cancellate le penalizzazioni, fino a dicembre 2017, per chi avendo maturato l’anzianità contributiva decide di lasciare il lavoro prima di aver raggiunto i 62 anni di età ed è stato fissato un nuovo tetto alle pensioni d’oro (misure che però resta ancora da mettere a punto). Si tratta di interventi che, seppur minimi rispetto a quanto richiesto, correggono in alcune parti la riforma Fornero.

E’ stato un anno in cui, nonostante le delusioni, ci si è sempre ‘battuti’ per arrivare ad una soluzione per i quota 96 della scuola, segno che l’interessamento e la volontà di dare risposte ai 4mila lavoratori della scuola c’è ma l’ostacolo restano le risorse economiche necessarie e non disponibili, secondo i pareri di Mef e Ragioneria dello Stato. Ma novità positive sembrano prospettarsi all’orizzonte. Le ultime notizie parlano, infatti, di possibile ritorno alla discussione sulla questione previdenziale già a inizio 2015, soprattutto sotto la spinta del referendum che chiede la cancellazione totale della legge pensionistica Fornero e che, secondo il parere di tanti, sarebbe da evitare.

Meglio, dunque, concentrarsi su quei meccanismi di uscita anticipata che permetterebbero ai lavoratori di scegliere se lasciare il lavoro prima o meno, meglio applicare modifiche anche per quanto riguarda gli aumenti alle pensioni minime (fermo restando la disponibilità di risorse necessarie) piuttosto che far cadere la riforma Fornero, fortemente sostenuta dal ministro dell'Economia Padoan che ha spesso ribadito come non abbia alcun intenzione di intervenirvi.

Eliminare la legge Fornero, è vero che permetterebbe un ritorno alle vecchie norme decisamente più ‘morbide’ e chiuderebbe i casi esodati e quota 96 della scuola, ma è anche vero che farebbe venire meno quegli 80 miliardi di euro che questa riforma è l’unica capace di assicurare. E gli interventi degli ultimi sei mesi di esponenti politici e non che rilanciano la necessità di cambiamenti e di maggiori elementi di flessibilità da introdurre per le pensioni fanno comunque pensare che qualcosa potrà cambiare. Anche se ci saranno da aspettarsi anche cambiamenti negativi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il