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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: cambiamenti e interventi concreti ultimi sei mesi. Più annunci e promesse

Novità pensioni in nuova Legge di Stabilità e cosa aspettarsi per l’anno prossimo: quali gli annunci e le promesse mancate degli ultimi mesi e prospettive




L’unica novità sulla riforma pensioni approvata nella nuova Legge di Stabilità era stata proposta dallo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che aveva annunciato prima dell’estate una soluzione strutturale per tutti, per chiudere definitivamente la questione esodati, soluzione mai arrivata, e che riguarda la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima fino al 2017. Mesi fa il ministro Poletti aveva spiegato che ci sarebbe stato “un approfondimento su alcune criticità nell'accesso alla pensione anticipata nella Legge di Stabilità” e dopo tanti annunci e promesse torna a ribadire come il tema delle pensioni sarà ripreso il prossimo anno, confermando quanto anche annunciato dal commissario Inps, Tiziano Treu.

Il ministro Poletti ha, del resto, ammesso diverse volte che “La riforma Fornero ha tanti difetti, ma non si può fare i fenomeni e pensare di poter tornare indietro, altrimenti il sistema rischia di saltare”. Suo cavallo di battaglia il prestito pensionistico per l’uscita anticipata dal lavoro per tutti i lavoratori che accettano di percepire un anticipo sulla pensione finale, che dovrà poi essere restituito attraverso piccole trattenute mensili sulla pensione finale. Altro grande protagonista del dibattito previdenziale, Cesare Damiano secondo cui bisogna “correggere la riforma delle pensioni Fornero e introdurre un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale che consenta, per chi ha almeno 35 anni di contributi, di andare in pensione a partire dai 62 anni di età”.

Sua infatti la proposta di uscita anticipata con 62 anni di età e 35 anni di contributi ma una serie di penalizzazioni calcolate in base all’accesso in anticipo alla pensione rispetto ai 66 anni oggi richiesti o anche incentivi se si decide, invece, di rimanere a lavoro oltre i 66 anni e fino massimo ai 70.

Anche Domenico Proietti, segretario confederale Uil, ha diverse volte chiesto al governo di pensare ad un taglio delle tasse sulle pensioni e una maggiore flessibilità e ha ribadito più volte la necessità di “un intervento molto preciso e deciso”, dicendo che bisogna “reintrodurre un principio di flessibilità: proponiamo un range tra i 62-70 anni entro il quale il lavoratore può scegliere, in base a tante esigenze, come ad esempio la tipologia di lavoro (usurante o meno) e lo stato di salute, come andare in pensione. Questo consentirebbe anche di portare finalmente a soluzione il problema degli esodati, che ha trovato una positiva risposta negli ultimi due anni grazie alla mobilitazione del sindacato, ma che riguarda ancora un consistente numero di persone che hanno diritto a una risposta. Se il lavoratore va in pensione a 62 anni, con il sistema contributivo, avrà versato meno contributi e dunque prenderà meno di pensione. Non ci può essere certo un ulteriore danno”.

Nonostante le spinte ad interventi sull’attuale riforma pensioni e le proposte di modifica siano state sempre tantissime in questi ultimi mesi, sono state quasi nulle le novità in merito contenute nella nuova Legge di Stabilità e, soprattutto, ci si è scontrati, e si continua a farlo, con il parere di Mef e ministro dell’Economia Padoan che invece non vogliono alcun intervento sulle pensioni.

Già prima dell’estate, quando in Germania è stata approvata la nuova riforma pensioni che abbassa l’età pensionabile per tutti, il ministro Padoan aveva detto che nel nostro Paese non si sarebbe potuto seguire quanto successo nel Paese della Merkel per via dei tempi per niente maturi. E nel corso dei mesi la sua posizione non è assolutamente cambiata. Solo qualche giorno fa, infatti, ha ribadito la sua contrarietà ad ogni intervento di cambiamento sulle pensioni, spiegando che, nonostante errori ed esagerazioni, la riforma pensioni Fornero è l’unica capace di assicurare risparmi importanti s sostenibilità finanziaria al nostro Paese, motivo per il quale non verrà toccata nell’immediato futuro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il