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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: MEF in tribunale contro referendum Lega per abolizione Legge Fornero

La riforma pensioni Renzi passa dalla referendum sull'abolizione della legge Fornero. Novità e notizie dall'ultimo Consiglio dei ministri.




Entra nel vivo lo scontro intorno alla proposizione del referendum sull'abolizione legge Fornero. La Lega ha raccolto le firme, incassato il sostegno trasversale dei partiti politici e di parte delle organizzazioni sindacali e attende ora il parere decisivo della Corte Costituzionale sull'ammissibilità del quesito. In ballo c'è l'intero impianto del welfare messo in piedi dal governo Monti, sia la parte sulle pensioni sia quella sul lavoro. Ecco perché il Consiglio dei ministri ha deciso il 24 dicembre di dare "il proprio assenso a presentare alla Corte le memorie che la legge n. 352 del 1970 dà al Governo la facoltà di presentare".

Nel frattempo il leader della Lega Matteo Salvini ha invocato un incontro in diretta TV con il premier Matteo Renzi sui tempi di stretta attualità, fra cui quello della previdenza. Non sono infatti ritenuti sufficienti ad assicurare una vera svolta i cambiamenti introdotti con la legge di stabilità ovvero la cancellazione di alcune penalizzazioni per l'uscita anticipata e la fissazione di un tetto alle pensioni d'oro. Anche perché non c'è stato alcun allargamento del bonus fiscale di 80 euro ai pensionati e, anzi, è stata aggravata la tassazione su fondi pensione e casse dei professionisti.

Il nodo è come sempre quello economico e va inquadrato nell'ambito più generale che comprende anche le politiche sul lavoro. Sotto quest'ultimi punto di vista, con la riforma il diritto al reintegro resta solo sui licenziamenti discriminatori, sparisce del tutto da quelli economici, viene limitato e reso anche superabile per quelli disciplinari. Con il Jobs Act c'è un'altra divisione: tra chi già lavora a tempo indeterminato e chi sarà assunto col contratto a tutele crescenti. I primi conservano le vecchie regole, per i secondi vale la nuova disciplina. Il contratto a tutele crescenti, molto vantaggioso per le aziende perché sgravato dall'articolo 18 e dai contributi per tre anni, diventa la forma preferita per aprire un rapporto di lavoro

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il