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Statali, dipendenti pubblici, privati: licenziamenti e contratti. Cosa cambia, novità e misure ufficiali Riforma Lavoro Renzi

Il Jobs Act è legge. Il governo ha già predisposto i primi decreti attuativi: ecco quali sono le misure che entreranno subito in vigore.




Cosa prevede il Jobs Act del governo Renzi? Quali le misure che entreranno in vigore già nel 2014-2015? Il decreto approvato sotto Natale stabilisce in modo esplicito che la nuova disciplina in materia di licenziamenti si applichi esclusivamente a operai, impiegati e quadri assunti con contratto a tempo indeterminato a partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento stesso, quindi il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Non cambia nulla quindi per i lavoratori dipendenti che hanno già un rapporto di lavoro: resteranno in vigore le precedenti regole sui licenziamenti, così come erano state modificate nel 2012 dalla riforma Fornero.

Il meccanismo delle tutele crescenti si applicherà però anche alle aziende che superano la soglia dei 15 dipendenti per assunzioni successive all'entrata in vigore del decreto. Nelle aziende che hanno almeno 15 dipendenti l'indennizzo in caso di licenziamento non giustificato, per il quale non sia previsto il reintegro, sarà crescente in base all'anzianità aziendale: due mensilità dell'ultima retribuzione di fatto per ogni anno di servizio. Ci saranno però un minimo di 4 mensilità e un massimo di 24: dunque dopo 12 anni presso lo stesso datore di lavoro il risarcimento non potrà comunque più crescere.

In caso di frazioni d'anno gli importi saranno riproporzionati (ad esempio 6 mesi varranno una mensilità). Le frazioni saranno considerate equivalenti a un mese intero se si è prestato servizio per almeno 15 giorni. Con le nuove regole resta una separazione tra le imprese che hanno fino a 15 dipendenti e quelle al di sopra di questa soglia. Infatti il decreto esclude che la residua possibilità di reintegro in caso di licenziamento disciplinare (insussistenza del fatto materiale) si possa applicare alle imprese che non superano i 15 dipendenti. Inoltre per le piccole aziende anche la misura degli indennizzi nei vari casi è dimezzata e non potrà comunque superare le 6 mensilità.

La nuova disciplina delle tutele crescenti si applica invece alle organizzazioni senza fini di lucro compresi partiti e sindacati, nelle quali in precedenza non era applicato l'articolo 18. Un'altra novità del decreto sul contratto a tutele crescenti è orientata alla tutela dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro a causa delle nuove norme. Con questa finalità viene istituito un Fondo per la ricollocazione dei lavoratori in stato di disoccupazione involontaria. Il lavoratore licenziato illegittimamente avrà così il diritto di ricevere un voucher, che presentato a un agenzia per il lavoro, porterà alla sottoscrizione di un contratto di ricollocazione. La riscossione del voucher da parte dell'agenzia è subordinata al raggiungimento del risultato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il