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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità INPS calcolo età, contributi, requisiti richiesti e assegno

I requisiti per andare in pensione nel 2015 sono gli stessi dello scorso anno, ma la legge di stabilità ha fatto sparire alcune penalizzazioni.




Come cambiano le pensioni 2015? Quali sono i requisiti per il congedo dal lavoro e quali le novità introdotte? Il punto di riferimento resta naturalmente la legge Fornero. Per ritirarsi dalla scena lavorativa occorre aver maturato 66 anni e 3 mesi se lavoratori dipendenti e autonomi e se lavoratrici del settore pubblico, 63 anni e 9 mesi se lavoratrici del settore privato; 64 anni e 9 mesi se lavoratrici autonome. In merito alla pensione anticipata, per le persone in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, sono richiesti 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

La differenza principale è la correzione della tabella dei disincentivi della riforma Fornero nel caso di ritiro anticipato che prevedeva una riduzione dell'1% dell'importo mensile per ogni anno di distanza dal raggiungimento dei 62 anni di età e del 2% per ogni anno prima del compimento dei 60 anni. La legge di stabilità approvata pochi giorni fa dal parlamento ha cancellato queste penalizzazioni e in parallelo ha fissato un tetto alle pensioni d'oro. In vigore il prelievo di solidarietà per le pensioni. Il contributo è pari al 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; il 12% oltre i 128.811,80 euro; il 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui.

Hanno poi diritto alla cosiddetta pensione ai superstiti il coniuge superstite, anche se separato, il coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile; i figli legittimi o legittimati, adottivi o affiliati, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge, che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico alla data di morte del medesimo; i nipoti minori (equiparati ai figli) se a totale carico degli ascendenti (nonno o nonna) alla data di morte dei medesimi.

Infine, in merito all'assegno per l'assistenza personale e continuativa, nulla è dovuto in caso di ricovero in istituti di cura o di assistenza a carico della pubblica amministrazione; non è compatibile con l'assegno mensile dell'Inail agli invalidi a titolo di assistenza personale continuativa; viene concesso in misura ridotta a coloro che fruiscono di analoga prestazione erogata da altre forme di previdenza obbligatoria e di assistenza sociale, in misura corrispondente all'importo della prestazione stessa; non è reversibile ai superstiti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il