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Pensioni uomini, anzianità, donne Governo Renzi: riforma, novità tra conferme e smentite di questi ultimi sei mesi intensi

Nonostante gli annunci della vigilia e le tante ipotesi avanzate nelle ultime settimane, sono poche le ultime notizie concrete sulla riforma pensioni Renzi.




Quanti degli annunci degli ultimi mesi sulla riforma pensioni si sono tradotti in realtà? Ben pochi, a vedere la situazione attuale. Le novità più importanti sono la nomina di Tito Boeri alla guida dell'Inps e le due correzioni alla legge Fornero introdotti con la legge di stabilità: la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione con 62 anni di età pur avendo 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (per le donne) e il tetto alle pensioni d'oro. Per il resto è rimasto tutto fermo, a partire dalla proposta di estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati.

Nessun seguito all'idea del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, di introdurre lo strumento del prestito previdenziale per consentire agli over 50 senza lavoro di congedarsi con un aiuto economico da restituire in piccole rate e senza interessi.

Porte chiuse anche all'ipotesi avanzata da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, di consentire il congedo dal lavoro a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati, secondo una tabella di incentivi e penalizzazioni. Al contrario sta proseguendo il percorso del referendum abrogativo della legge Fornero, di cui si attende il giudizio di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale.

E poi c'è da ricucire il rapporto con i sindacati. Solo nelle ultime ore il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha chiuso le porte sulla possibile applicazione delle regole del Jobs Act anche nel comparto pubblico: "Mi pare che due ministri, Poletti per il Lavoro e Madia per la Pubblica amministrazione, e il responsabile economico del Partito Democratico Taddei siano stati chiarissimi. Tutti e tre hanno detto che il Jobs Act non vale per i dipendenti pubblici. Il cui rapporto di lavoro, del resto, ha una sua natura particolare e segue specifiche regole, fin dall'assunzione per concorso. Quindi mi pare pacifico che la riforma non si estenda al pubblico impiego".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il