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Pensioni 2015 INPS: calcolo requisiti, età, contributi necessari e calcolo valore assegno

I requisiti per andare in pensione nel 2015 sono gli stessi del 2014, ma dal 2016 ci sarà l'adeguamento alle speranze di vita e il traguardo si allontana.




Come cambiano le pensioni nel 2015? Quali sono i requisti richiesti per l'assegno di vecchiaia? Si ricorda che questa prestazione si percepisce dai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno raggiunto l'età stabilita dalla legge, perfezionato l'anzianità contributiva e assicurativa richiesta; cessato il rapporto di lavoro. Per quanto riguarda le lavoratrici dipendenti settore privato, fino al 31 dicembre 2015 occorrono 63 anni e 9 mesi, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 3 mesi, dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 66 anni e 3 mesi.

Per le lavoratrici autonome e gestione separata fino al 31 dicembre 2015 sono necessari 64 anni e 9 mesi, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 9 mesi, dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 66 anni e 3 mesi. Per i lavoratori dipendenti e le lavoratrici dipendenti settore pubblico, fino al 31 dicembre 2015 servono 66 anni e 3 mesi, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 66 anni e 3 mesi. Infine per i lavoratori autonomi e gestione separata fino al 31 dicembre 2015 66 anni e 3 mesi, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 66 anni e 3 mesi.

Capitolo pensione anticipata, per i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 fino al 31 dicembre 2015 occorrono 42 anni e 6 mesi (nel caso degli uomini) e 41 anni e 6 mesi (se donne), dal 1° gennaio 2016 42 anni e 6 mesi (se uomini) e 41 anni e 6 mesi (se donne). Infine per i soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996, fino al 31 dicembre 2015 sono necessari 42 anni e 6 mesi agli uomini e 41 anni e 6 mesi se donne; dal 1° gennaio 2016 42 anni e 6 mesi se uomini e 41 anni e 6 mesi se donne. I requisiti introdotti con la legge Fornero tengono conto dell'adeguamento delle speranza di vita.

In questo contesto si inserisce la rivalutazione degli assegni che fino a 3 volte il trattamento minimo sarà pari al 100% dell'incremento Istat, tra 3 e 4 volte il 95%, tra 4 e 5 volte il 75%, tra 5 e 6 volte il 75%, tra 5 e 6 volte il 50%, oltre 6 volte il 45%. Tradotto in numeri, se la pensione mensile 2014 è pari a 600 euro, 800 euro, 1.000 euro, 1.250 euro, 1.500 euro, 1.750 euro, 2.000 euro, 2.500 euro, quella corretta ammonta rispettivamente a 599,41 euro, 799,21 euro, 999,01 euro, 1.248,77 euro, 1.498,51 euro, 1.748,35 euro, 1.998,12 euro, 2.498,76 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il