BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: cambiamenti negativi con Tito Boeri quasi certi insieme ad interventi positivi

La riforma pensioni Renzi potrebbe passare dall'introduzione di misure negative nella scia di quanto già suggerito dal commissario Cottarelli.




Secondo Matteo Renzi, la nomina di Tito Boeri alla presidenza dell'Inps non comporterà una riforma pensioni. La scelta, ha spiegato il premier, va ricondotta alla necessità di mettere ordine al principale ente di previdenza italiano. Eppure l'economista della Bocconi ha una posizione ben precisa sulle pensioni in Italia: è critico verso la legge Fornero, è favorevole all'introduzione di un contributo di equità a carico degli assegni d'oro, non gli dispiacerebbe rendere il sistema più flessibile. Ma per raggiungere questo scopo ovvero favorire l'uscita anticipata potrebbero essere necessari anche cambiamenti di segno negativo.

La coperta economica è corta e quindi qualche sacrificio va messo in conto. Quale? L'aggravamento della tassazione sulle pensioni d'oro, l'allargamento del sistema di calcolo dell'assegno previdenziale con il metodo contributivo per tutti i lavoratori che porterebbe a una riduzione di circa il 20%, nuovi tagli alle pensioni di invalidità, la revisione delle cosiddette baby pensioni. A ben vedere si tratterebbe di provvedimenti molto simili a quelli proposti da Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la spending review.

In particolare aveva suggerito al premier Renzi un contributo temporaneo sulle pensioni relativamente più elevate (esentando l'85% dei pensionati), una maggiore deindicizzazione delle pensioni a partire dal 2015, l'allineamento della contribuzione tra uomini e donne (da 41 a 42 anni), la revisione pensioni guerra (la maggior parte per superstiti di vittime della seconda guerra mondiale), la revisione delle pensioni di reversibilità per fasce di reddito

Su tutta la questione previdenziale c'è poi lo spettro della possibile proposizione di un referendum per la cancellazione della legge Fornero. Si attende la pronuncia della Corte Costituzionale sull'ammissibilità, rispetto alla quale il governo ha già annunciato la presentazione di un pacchetto di memorie. Non solo, ma secondo Gianni Cuperlo, leader della sinistra dem e già presidente del Partito Democratico, "la Consulta potrebbe intervenire sul Jobs Act, ci sono rischi di costituzionalità e l'estensione ai licenziamenti collettivi è un eccesso di delega da parte del governo".

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il