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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: decreto con pacchetto di leggi in arrivo. Ancora conferme e smentite

Le ultime notizie sulla riforma pensioni Renzi tirano in ballo gli scenari del sistema previdenziale in seguito alla nomina di Tito Boeri al vertice dell'Inps.




La svolta nella riforma pensioni arriverà con la recente nomina di Tito Boeri alla presidenza dell'Inps? No, secondo Matteo Renzi. In occasione della conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio ha invitato a non attendere novità da questa mossa: "Mettiamo in tutti i settori persone che hanno capacità, lo facciamo in tutti i settori e la nomina di Boeri va in questa direzione". Le ragioni di questa scelta, ha proseguito Renzi, vanno individuate altrove: "Le idee della persona che viene a darci una mano non diventano programma di governo, quindi è una idea che tenderei ad escludere".

In conclusione "Tito Boeri credo che potrà fare un lavoro molto buono. È una professionalità riconosciuta, potrà fare molto bene il presidente dell'Inps. Dovrà cambiare la governance e la mission". Resta da vedere come si sposerà la rigidità questo governo in tema di previdenza con le posizioni critiche manifestate dallo stesso Boeri verso la legge Fornero. L'economista è da sempre un sostenitore di politiche redistributive che potrebbero prendere le mosse dall'introduzione di un contributo di equità a carico degli assegni d'oro. Per raggiungere questi obiettivi non sono allora da escludere modifiche peggiorative.

Quali? L'aggravamento del contributo di solidarietà, l'estensione a tutti i lavoratori in attività del calcolo dell'assegno con il sistema contributivo, meno vantaggioso per i lavoratori che potrebbero però andare in pensione con qualche anno di anticipo, tagli alle cosiddette baby pensioni e agli assegni di invalidità, soglie più basse alle pensioni d'oro, su cui è stato già fissato un primo tetto con l'ultima legge di stabilità. La manovra, si ricorda, ha anche cancellato i disincentivi per va in pensione prima dei 62 anni con 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (se donne).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il