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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità per anticipata e aumento assegno. Cosa cambia con Tito Boeri

Cosa aspettarsi sulla questione della riforma pensioni Renzi con la presidenza Inps affidata a Boeri? Quali sono le ultime notizie?




Non è facile capire quale direzione prenderà la riforma pensioni con la nomina di Tito Boeri alla guida dell'Inps. Il premier Matteo Renzi esclude qualsiasi collegamento con la volontà di cambiare le regole della previdenza, ma ad ascoltare con attenzione le parole pronunciate nell'ultima conferenza stampa, l'impressione ricavata è che non ci siano no assoluti. Certo, la prudenza è d'obbligo di questi tempi: non ci sono le condizioni economiche per immaginare uno stravolgimento della legge Fornero. Ma allora perché scegliere l'economista della Bocconi, sempre piuttosto critico nei confronti delle regole attuali?

Solo meno di un anno fa sul sito lavoce.info, in collaborazione con Fabrizio Patriarca e Stefano Patriarca, scriveva come sia possibile chiedere un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato. Non solo, ma aveva anche elaborato una tabella di aliquote che avrebbe permesso allo Stato di incassare più di 4 miliardi di euro e di ridurre privilegi concessi in modo poco trasparente.

In particolare scrivevano del 20% dello squilibrio su pensioni tra 2.000 e 3.000 euro, del 30% tra 3.000 e 5.000 euro, del 50% sugli assegni maggiori di 5.000 euro. La riduzione dei trattamenti previdenziale si aggirerebbe mediamente tra il 3 e il 7% delle pensioni complessive, "quindi non si tratta affatto di intervento draconiano", tranne che per gli ex dipendenti pubblici con pensioni superiori ai 6.000 euro, per cui il contributo può schizzare fino al 10%.

Secondo i tre, "complessivamente, questo intervento chiede a solo il 10% dei pensionati che hanno un reddito più alto, e che possiedono il 27% del totale delle pensioni, un contributo medio pari a meno di un quarto di quanto non è giustificato dai contributi che hanno pagato".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il