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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità anticipata e aumento assegno. Modifiche e ipotesi con Tito Boeri

Il prossimo presidente dell'Inps è sempre stato critico sia verso la legge Fornero e sia verso alcune norme contenute nella riforma del lavoro.




La riforma pensioni va di pari passo con le politiche sul lavoro. Lo sa bene il premier Renzi: il tanto sbandierato ricambio generazionale è possibile solo intervenendo su entrambi i fronti, sia nel pubblico sia nel privato. E ne è cosciente l'economista Tito Boeri, la cui nomina alla presidenza dell'Inps rappresenta la novità degli ultimi giorni dello scorso anno. Il professore della Bocconi di Milano non ha mai nascosto le sue riserve sia verso le rigidità della legge Fornero e sia verso il piano per il nuovo sussidio di disoccupazione universale inserito nel Jobs Act.

Il nuovo pacchetto di regole sul lavoro modifica le regole dei licenziamenti individuali. Partendo da quello di tipo economico, ai dipendenti privati assunti prima di queste nuove regole spetta un risarcimento tra 12 e 24 mensilità senza reintegro mentre per quelli assunti dopo spetta un risarcimento di 2 mensilità per ogni anno di anzianità (massimo 24) senza reintegro. Per il licenziamento disciplinare, ai dipendenti privati assunti ante Jobs Act tocca un risarcimento tra 12 e 24 mensilità (in caso di inesistenza del fatto, reintegro) mentre agli assunti post Jobs Act un risarcimento di 2 mensilità ogni anno di anzianità (reintegro, se il fatto non sussiste).

Nel caso di licenziamento discriminatorio, ai privati assunti ante Jobs Act tocca il reintegro e un risarcimento pari alle retribuzioni maturate dal licenziamento alla ripresa del servizio. Medesimo trattamento anche per quelli assunti post Jobs Act. Per il licenziamento collettivo, agli assunti ante Jobs Act spetta un risarcimento tra 12 e 24 mensilità e il reintegro in caso di violazione dei criteri di scelta, mentre agli assunti post Jobs Act un risarcimento di 2 mensilità per ogni anno di anzianità. Per i dipendenti pubblici, per ora, vale in tutti i casi il diritto a reintegro e risarcimento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il