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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: sono reali ora i problemi preannunciati. Soluzioni urgenti da trovare

Le novità sulla riforma pensioni Renzi arrivano già in questi primi giorni dell'anno con l'incognita opzione donna e con l'entrata in vigore delle norme contenute nella legge di stabilità.




Sono tanti i nodi irrisolti sulla riforma pensioni che già in questi primi giorni del 2015 stanno venendo fuori. Una delle principali incognite riguarda la cosiddetta opzione donna ovvero la possibilità di andare in pensione anticipatamente optando per il sistema contributivo ovvero a 57 anni con 35 anni di contributi. L'uscita anticipata verrebbe compensata dal taglio dell'assegno di circa il 15-20%.

Il punto fondamentale su cui non è stata ancora fatta chiarezza è se la data del 31 dicembre 2015 deve essere intesa come termine per maturare i requisiti o per la decorrenza della pensione per via dell'applicazione della finestra mobile. Il Ministero dell'Economia sta frenando rispetto alla possibile estensione dei tempi.

Fra le questioni ancora in sospeso c'è quella sui tempi di pagamento dell'assegno previdenziale. Stando infatti a quanto deciso dal governo con la legge di stabilità, coloro che ricevono due o più pensioni ovvero quelle di reversibilità, invalidità civile e di rendite vitalizie per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dovranno passare alla cassa il 10 del mese. Tuttavia l'Inps ha fatto sapere che almeno nel mese di gennaio non ci sarà alcuna modifica nel sistema di pagamento per cui quelli Inps saranno liquidati il primo del mese, quelli Inpdap il 16. Successivamente, fa sapere l'istituto di previdenza, occorrerà trovare una "soluzione".

Da quest'anno scatta poi il tetto alle pensioni d'oro. Secondo quanto stabilità con la manovra finanziaria l'importo dell'assegno non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell'entrata in vigore del decreto legge 201 del 2011 computando l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il