La crescita in Europa a sorpresa rallenta nell'ultimo trimestre. Male l'Italia

Doccia fredda per l’Europa stamattina



Doccia fredda per l’Europa stamattina. Il prodotto interno lordo di Eurolandia (l’insieme dei paesi che adottano l’euro) segna una crescita nel terzo trimestre dello 0,5%, in calo rispetto allo 0,9% dello stesso periodo del 2005. Rallenta un po’ meno l’Unione europea (l’Ue 25) che mette a segno una crescita dello 0,6% (contro lo 0,9% di un anno prima). Su base annua il pil di Eurolandia registra un aumento del 2,6%, contro un consensus del 2,7%.

Brutte notizie anche per l’Italia, il cui pil è cresciuto dello 0,3% contro attese di mercato dello 0,5%. L'incremento su base annua è dell'1,7%. La cattiva compagnia comprende la Germania che segna un incremento del pil dello 0,6% anch’esso inferiore alle attese dello 0,7% e la Francia, i cui dati sono usciti già venerdì e hanno indicato una crescita uguale a zero.

Al bancone dei grandi europei c’è però anche chi non storce il naso. La Spagna ha infatti archiviato durante lo scorso trimestre una crescita del 3,8% rispetto a un anno prima, il tasso più alto degli ultimi cinque anni. La crescita rispetto al trimestre precedente è invece pari allo 0,9%, in linea con le previsioni degli analisti.

A complicare la situazione del mercato tedesco, reduce comunque da un anno più che brillante, ha contribuito l’uscita dello Zew. L’indice di fiducia di analisti e investitori sulle prospettive dell’economia si è attestato a -28,5 contro le stime di un calo a -25 e un dato di un anno fa pari a -27,4.

Le borse europee reagiscono male, ma non troppo e segnano (tranne il circuito Euronext) qualche decimo di punto percentuale in territorio negativo. Forse sono sicure per via delle trimestrali da capogiro che hanno gonfiato i listini, forse in Europa comincia a girare un animale strano e raro per il Vecchio Continente: l’ottimismo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il