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Pensioni vecchiaia, donne, precoci Governo Renzi: riforma novità settimana. Pur con feste molti e significativi interventi

Dopo le poche novità della Legge di Stabilità 2015 si torna a parlare di modifiche alla riforma pensioni Fornero: quali potrebbero essere quest’anno?




Eliminate le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni di età con l’anzianità contributiva richiesta e nuovo tetto alle pensioni d’oro: queste le uniche novità sulla riforma pensioni attuali decise con la nuova Legge di Stabilità ma con il nuovo anno che si torna a parlare di modifiche alle pensioni Fornero e proposte di intervento, tra vecchi e nuove. Presumibilmente, come annunciato già prima di natale, si tornerà a parlare di pensioni già in questo mese di gennaio e torneranno in discussione le proposte di uscita anticipata e flessibile già discusse nei mesi scorsi, da prestito pensionistico a uscita a 62 anni di età con 35 di contributi e penalizzazioni, a uscita a quota 100.

Resta poi da definire l’ufficialità della proroga dell’opzione contributivo donna, approvata dall’Inps già prima di Natale ma che attende conferma dal Tesoro. Prima però in programma un incontro tra il ministro dell’Economia Padoan e il nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri. La sua nomina al posto di Tiziano Treu potrebbe accelerare su interventi di modifica per una riforma pensioni Renzi. Sulla scia di Treu, anche Boeri si è sempre detto favorevole ad interventi per modificare le pensioni e se già Treu aveva annunciato che il 2015 sarebbe stato l’anno decisivo per cambiare le pensioni, con Boeri potrebbero arrivare conferme importati. Il suo, come egli stesso lo ha definito, sarà tuttavia un impegno gravoso.

Non solo però uscite anticipate e maggiore flessibilità pensionistica. Tra le altre novità attese, possibili modifiche alla ricongiunzione dei contributi pensionistici di chi ha avuto carriere lavorative discontinue. Una nuova proposta di legge unificata prevede, infatti, l'eliminazione degli oneri per la ricongiunzione dei contributi e la possibilità di restituire gli oneri versati; e la nuova Asdi, nuovo ammortizzatore sociale destinato a coloro che dopo aver usufruito della Naspi non hanno ancora trovato un impiego ma per cui restano da definirne i contorni precisi.

E c’è poi da chiudere ancora la questione dei Quota 96 della scuola. Dopo l’ennesima delusione della nuova Legge di stabilità, in cui sono stati cancellati tutti gli emendamenti che ne chiedevano una soluzione immediata, resta da risolvere ancora la situazione dei lavoratori della scuola,tra docenti e personale Ata che, pur avendo maturato i loro requisiti pensionistici ben oltre due anni fa,sono ancora a lavoro. E mentre alcuni, 42 per la precisione, sono stati pensionati grazie ad una sentenza del Tribunale di Salerno cui avevano fatto ricorso, per altri la strada è ancora lunga, ma la questione è arrivata nelle mani della Corte Costituzionale e si spera che questo nuovo 2015 possa essere l’anno decisivo per il congedo di tutti gli interessati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il