Rimborso iva auto aziendali potrebbe arrivare al 50% su richiesta Commissione Europea

Mentre la strada appare tutta in salita, per coloro che hanno effettuato gli acquisti a partire dal 2003 fino al 13 settembre 2006, non é così per tutti quelli che hanno acquistato l’auto nei tempi antecedenti tale periodo



Ritorniamo a parlare di Iva auto.

Mentre la strada appare tutta in salita, per coloro che hanno effettuato gli acquisti a partire dal 2003 fino al 13 settembre 2006 (leggi), non é così per tutti quelli che hanno acquistato l’auto nei tempi antecedenti tale periodo.

Il decreto Iva (Dl258/06) si é forse dimenticato di chi ha scagliato la prima pietra, ovvero tutti quei soggetti che hanno già iniziato la lite col fisco?

Eppure é proprio grazie a tali soggetti che la Corte di giustizia europea é arrivata alla sua sentenza. (leggi)

Sono infatti molti, i contribuenti, che hanno presentato istanza di rimborso a norma dell'articolo 21 del Dlgs n.546/92 già prima della sentenza della Corte di giustizia, per evitare la prescrizione del loro diritto; numeroso anche il numero di chi, ricevuto il due di picche dall’Erario, non ha passato la mano e ha fatto ricorso.

Secondo il Sole24Ore sarebbe opportuno che l'agenzia delle entrate affronti il punto in questione onde evitare contenziosi futuri.

Per ora appaiono due i possibili scenari:

  • estensione delle modalità previste dal Dl 258/06 anche ai periodi ante 2003;
  • scelte processuali.

La direzione dell'Agenzia delle entrate, ad esempio, potrebbe prevedere la possibilità di utilizzare le modalità già previste dal Dl258/06 per rilasciare i rimborsi, indipendentemente da eventuali giudizi pendenti. Basterebbe, per far ciò - dice Michele Procida del Sole - una verifica della correttezza e della tempestività dell'istanza presentata che sarebbe sostituita dalla nuova.

In alternativa l'Agenzia, con apposita circolare, potrebbe impartire il via libera a procedure conciliative, applicando gli stessi criteri previsti per i rimborsi disposti dal Dl258/06, ovvero in maniera forfetaria o analitica, evitando così l’inutile protrarsi di lunghi e costosi contenziosi tributari, che potrebbero anche portare l'amministrazione a pagare somme ben superiori a quelle che si avrebbero con le procedure di rimborso previste dal decreto.

Per ciò che riguarda, invece, i rimborsi per gli acquisti effettuati fino al 13 settembre 2006, a partire dal 2003: il recupero a forfait sarà al 50%. Lo Stato italiano ha anche ipotizzato una detraibilità al 40%, ma l'Ue sembra più propensa per il 50, percentuale già ammessa in Belgio e Spagna e ben inferiore ad altri paesi come la Germania, dove, dal 1° gennaio 2004 non esistono restrizioni alla detrazione se l'utilizzo professionale raggiunge almeno il 10%. Altri paesi invece come Ungheria, Polonia, Olanda e Svezia usano il metodo analitico con la detrazione integrale delle spese escluse quelle extra-professionali.

Un ultimo appunto, il nuovo termine del 15 aprile 2007 segna un cambio di rotta molto importante rispetto alla precedente scadenza, prevista per il 15 dicembre. Il nuovo termine infatti non è “perentorio” e, pertanto, soggetto, come invece precedentemente disposto, a pena di decadenza. Questo grazie alla Corte ha eliminato ogni dubbio circa la limitazione del diritto alla detrazione Iva.

Due infine le vie possibili. Quella ordinaria con la presentazione dell'istanza in via telematica entro il 15 aprile 2007, l'obbligo di allegare i documenti e fornire i dati a fondamento del rimborso e controlli dell'agenzia sulla veridicità dei dati stessi. E la procedura analitica, con il relativo contraddittorio col Fisco per dimostrare il diritto ad una detrazione maggiore rispetto al forfait (che abbiamo detto sarebbe del 50%), con presentazione dell'istanza anche dopo il 2007.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il