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Saldi 2015 Roma, Bologna, Milano, Torino, Napoli, Venezia al via. Quando finiscono, diritti consumatori, regole, recessi.

Al via dal 3 gennaio 2015 i saldi invernali in tutta Italia anticipati causa crisi: i consigli da seguire per effettuare buoni acquisti




Saldi invernali anticipati quest’anno: invece che prendere il via, come di consueto il 7 o l’8 gennaio, al via da sabato 3 gennaio in tutta Italia i saldi invernali 2015 che in alcune città, come Napoli o anche in Basilicata, sono in realtà già partiti. Da domani poi da Milano a Roma, da Torino a Bologna, Bari, Firenze, Cosenza, L’Aquila, Catanzaro, Trento, Bergamo, Perugia, Genova si potranno acquistare i propri oggetti del desiderio a prezzi scontati. Si gioca dunque d’anticipo causa crisi e si tratta di una novità che piace ai consumatori. Secondo le stime dell'ufficio studi di Confcommercio ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2015, spenderà 336 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori, per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro. Gli sconti medi, stima Federazione Moda Italia, saranno almeno del 40%.

Ricordiamo che il periodo di saldi dura 60 giorni, quindi fino al prossimo mese di marzo. Secondo il sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research, un italiano su due (51%) approfitterà degli sconti di inizio anno, dato in calo del 7,3% rispetto al 2014. Sempre secondo i risultati del sondaggio, gli italiani risparmieranno prevalentemente su articoli sportivi, biancheria intima, accessori (guanti, cinte, sciarpe, cappelli, etc.) e capi d'abbigliamento, sebbene questi ultimi continueranno a rappresentare di gran lunga i prodotti per i quali più di altri si tendono ad utilizzare i saldi invernali per gli acquisti. In crescita l'interesse per le calzature.

E i consigli per effettuare buoni acquisti in periodi di saldi evitando truffe sono sempre gli stessi: innanzitutto evitare di fare acquisti inutili per non spendere soldi in più; non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti; non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale perché è difficile, anche in tempi di crisi, che un commerciante abbia ricarichi superiori al 50%. Meglio poi guardare bene le etichette che riportano la composizione dei tessuti i modo da scegliere i capi migliori e valutarne il rapporto qualità-prezzo. Le associazioni dei consumatori ricordano, inoltre, che anche la merce in saldo può essere cambiata. Diffidare dunque dei cartelli che riportano ‘La merce venduta non si cambia’

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il