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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: acconto a quota 100, mini pensione, prestito nuova legge approvata o quasi

Via libera al decreto che introduce dal primo maggio del prossimo anno l'assegno di disoccupazione anche per chi si trova a pochi anni dalla pensione.




Fra le novità sulla riforma pensioni che rischia di passare inosservata c'è il decreto legislativo attuativo del Jobs Act in materia di Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (Naspi), nonché di prestazioni ulteriori di sostegno al reddito, come l'Assegno di disoccupazione (Asdi) approvato dal governo prima di Natale. I particolare, fra i destinatari dell'Asdi ci sono anche i lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non hanno ancora raggiunto i requisiti per potersi congedare. Ne hanno diritto coloro che hanno percepito il sostegno della Naspi per l'intera durata, ma che non hanno ancora trovato occupazione e si trovano in una condizione economica di bisogno.

Non sono invece passati con la legge di stabilità l'applicazione di quota 100 come somma dell'età anagrafica e degli anni di contribuzione; l'introduzione del prestito previdenziale, proposta dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, per consentire il ritiro dal lavoro degli over 50 disoccupati e senza sussidi economico o cassa integrazione; il disegno di legge di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, che permette l'andata in pensione a 62 anni di età e 35 anni di contributi secondo una tabella di incentivi e penalizzazioni.

Nel dettaglio la sua proposta prevede penalizzazioni nell'età compresa tra i 62 e i 65 anni e incentivi tra i 67 e i 70 anni. Lo schema degli incentivi e delle penalizzazioni prevede nel caso di pensionamento effettivo a 62 anni l'applicazione della percentuale di riduzione pari all'8%. A 63 quella del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%. A 66 anni, invece, non ci saranno bonus o malus. Dopodiché scatterebbero gli incentivi secondo questa tabella: a 67 anni +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni +6%, a 70 anni.

Con la manovra finanziaria è stato invece dato il via libera alla cancellazione delle penalizzazioni per chi si ritira prima dei 62 anni con 42 anni e 1 mese di contributi nel caso degli uomini o 41 e 1 mese nel caso delle donne, e alla fissazione di un tetto agli assegni d'oro. Aumentata anche la tassazione a carico delle casse previdenziali dei professionisti e dei fondi pensione, seppur leggermente mitigata da forme di credito di imposta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il