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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: prima annunciati ogni giorno, ora dimenticati. I tagli spesa sono vitali

Alla luce della difficile situazione economica del Paese, il primo passo per riformare le pensioni è rappresentato dal taglio della spesa pubblica.




La riforma pensioni non è possibile senza tagli agli sprechi e senza la revisione di alcune posizioni. Anche nel comparto previdenziale. Se da una parte lo smantellamento della legge Fornero, in grado di assicurare grandi risparmi di spesa allo Stato rappresenterebbe un clamoroso autogol, dall'altra non ci sono le condizioni economiche per introdurre anche minimi cambiamenti. Una delle vie d'uscita è rappresentata dalla riduzione della spesa pubblica. O almeno è questa la strada che aveva suggerito il commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli.

Ne dettaglio aveva invitato (senza successo) il premier Matteo Renzi ad applicare un contributo temporaneo sulle pensioni più alte (da aggiungere a quello attualmente in vigore introdotto dal governo Letta sul finire del 2013), a una maggiore deindicizzazione delle pensioni a partire proprio da quest'anno, all'allineamento della contribuzione tra uomini e donne (da 41 a 42 anni) secondo le direttive dell'Unione Europea, alla revisione pensioni guerra (la maggior parte per superstiti di vittime della seconda guerra mondiale. Secondo i suoi calcoli, il risparmio di spesa sarebbe stato considerevole.

Quali sono state le norme che hanno regolato il sistema previdenziale prima dell'introduzione della legge Fornero? I sistemi di calcolo della pensione erano tre: contributivo per chi aveva iniziato a lavorare dal 1995; retributivo per chi al 31 dicembre 1995 aveva già maturato 18 anni di contributi; misto per chi, pur avendo iniziato a lavorare prima del 1996, non aveva a quella data ancora maturato 18 anni di contributi. La riforma previdenziale del governo Monti ha imposto un sistema previdenziale basato sulla nuova pensione di vecchiaia e la pensione anticipata. In contemporanea vengono fatte sparire anzianità e quote.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il