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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: modifiche e cambiamenti realizzabili nel 2015 realmente

Dopo la chiusura del 2014 quali sono le novità sulla riforma pensioni che si possono attendere per il prossimo anno? Situazioni e possibili modifiche




Dopo mesi di annunci e promesse mancate, le novità per modificare la riforma pensioni Fornero potrebbero arrivare realmente il prossimo anno o, quanto meno, così spera. Dopo aver, infatti, chiuso le principali questioni, soprattutto Lavoro e legge elettorale, per cui sono state superate le peggiori discussioni, ci si potrà concentrare sulla riforma pensioni Renzi e sulle richieste pervenute da tutti, forze politiche e sociali, che vogliono modificare l’attuale sistema pensionistico, per renderlo più flessibile, ma anche più sostenibile, vista l’elevata spesa pensionistica italiana e che bisognerà tagliare, come del resto richiesto dalla stessa Ue e dall’Fmi.

Probabilmente le discussioni sulle novità pensioni saranno riprese a partire già dal prossimo mese di gennaio-febbraio, quando dovrebbero entrare anche in vigore le nuove misure del Jobs act, che attendono la definizione dei decreti attuativi. Alcuni parlano di un decreto del Governo Renzi per la previdenza, che sarebbe forse l’intervento migliore per una revisione del sistema pensionistico in generale che prevederebbe non solo piani di uscita anticipata ma anche quegli interventi già messi a punto dallo stesso Matteo Renzi, insieme ai suoi consiglieri economici, che prevedono modifiche a pensioni integrative e baby pensioni ed anche per pensioni di reversibilità e invalidità.

Novità sin dai primi mesi dell’anno potrebbero arrivare, come annunciato dal commissario Inps Treu, anche per una revisione della gestione Inps, così come per risolvere il problema della rivalutazione negativa delle pensioni; senza dimenticare che resta ancora aperta la questione dei quota 96 della scuola, ancora in attesa di soluzioni per il loro pensionamento. E sembrerebbe decisamente arrivato il momento di porre fine a questo caso, visto che stiamo parlando di 4mila lavoratori, tra docenti e personale Ata, che hanno maturato i requisiti per poter andare in pensione oltre due anni fa ma che sono ancora a lavoro a causa di un errore della riforma pensioni Fornero.
 
Per evitare che questa situazioni diventi (ancor più di quanto lo è) un’emergenza sociale e che la prossima primavera si vada davvero al voto sul referendum abrogativo della legge Fornero lanciato dalla Lega, meglio agire con l’approvazione di piani di uscita anticipata (da prestito pensionistico a sistema contributivo, a uscita quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni) che modificherebbero l’impianto attuale della legge Fornero lasciandone però in piedi la struttura principali che consente di mettere da parte cospicui risparmi. Ma per far tutto ciò, bisogna superare l’ostacolo di Mef e ministro dell’Economia Padoan che continuano ad essere contrari ad interventi che cambino le pensioni di oggi.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il